MAURO LIKAR FINKELSTEIN E I PROFITTI DEL CORDOGLIO



Mauro Likar

 

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I PROFITTI DEL CORDOGLIO
NEL LIBRO DI N.G. FINKELSTEIN
L’INDUSTRIA DELL’OLOCAUSTO

 

 

Oggi, in gran parte dell’Europa imperversa con effetti aberranti, di cui il grande pubblico non ha mai adeguatamente notizia, una legislazione repressiva che trasforma il revisionismo olocaustico, ovvero la ricerca storica dei fatti realmente accaduti, in reato penale: una legislazione, questa che segna – cosa di cui nessuno sembra darsi troppo pensiero- un pauroso arretramento della civiltà giuridica e di tutto ciò che si è convenuto di designare come “Cultura dei Diritti”.

Gli unici a poter parlare dell’Olocausto in termini non solo agiografici, ma critici, sembrano ormai, poter essere soltanto gli ebrei non conformi, che, per ovvie ragioni, non possono essere comodamente tacciati di “Antisemitismo”. Per molti di essi, si è trovato però il curioso epiteto di: “Ebrei che odiano sé stessi”. Uno di questi ebrei “autolesivi” è Norman G. Finkelstein, che nel suo libro: “L’industria dell’Olocausto”, fa delle affermazioni che possono essere così sintetizzate :


“ L’Olocausto è una rappresentazione ideologica, una costruzione coerente, i cui Dogmi- cardine sono alla base di rilevanti interessi politici e di Classe. L’Olocausto ha dimostrato d’essere un’arma ideologica indispensabile, grazie alla quale una delle più formidabili potenze militari del mondo, con una fedina terrificante di crimini, relativi ai diritti umani, ha acquisito lo status di “Vittima”, e lo stesso ha fatto il gruppo etnico di maggior successo negli Stati Uniti. Da questo specioso status di “Vittima” derivano dividendi considerevoli; in particolare, l’immunità dalle critiche, per quanto fondate esse siano. “

L’Industria dell’Olocausto, con le sue Memorie, i suoi Musei Yad Vashem, e i suoi risarcimenti miliardari, estorti ai Tedeschi prima, e poi agli Europei, ha corrotto moltissimi ebrei, che hanno adattato le proprie idee ed i propri “ricordi” alla logica del Potere e del profitto ebraici. I racconti dei “sopravissuti dell’Olocausto” sono pieni di sciocche esagerazioni e di palesi falsità.

Il famoso genocidio, che praticato dai Nazisti, non è mai stato inoppugnabilmente provato, se non con “testimonianze di parte”, e nel contesto di un Processospettacolo non equo, scorretto e legalmente discutibilissimo, come quello di Norimberga, è stato usato per occultare e giustificare il genocidio pianificato e praticato, sulla pelle dei tedeschi, dalle truppe d’occupazione Alleate e Russe; dal 1945 in poi. Esso è servito anche a giustificare la politica imperialista dello Stato di Israele, ed il sostegno Americano a tale modus agendi.

La “Memoria della persecuzione degli Ebrei”, narrata e stabilita dagli ebrei stessi, e l’attuale campagna di quella che Finkelstein chiama L’Industria dell’Olocausto, usata per estorcere danaro all’Europa in nome delle “bisognose vittime ebree”, sono in rotta di collisione. Il “martirio” e la “sofferenza morale e fisica” del Popolo Ebraico, si sono ridotte ad una mera faccenda di soldi, e di ricatti attuati per ottenerli.

Lo sterminio degli ebrei, i famosi 6 milioni di vittime dell’Olocausto Nazista, ed il bottino dell’Industria Olocaustica, con i suoi 3 milioni di sopravissuti, per questo “ebreo che odia sé stesso” non collimano. Questione di numeri, dice Finkelstein, ed i conti non tornano; questione di profitto, ed i numeri ridiventano miracolosamente “esatti”.

 

 

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Finkelstein c’ informa che fino al 1960, si è prestata assai poca attenzione all’”Olocausto Nazista” ed alla “Soluzione finale degli Ebrei”. La spiegazione “ufficiale” è che gli Ebrei erano rimasti così traumatizzati dal genocidio subito, che ne avevano rimosso la Memoria. Teoria, questa, poco credibile o almeno improbabile. La verità è che in una Guerra, voluta dagli ebrei e costata 80 milioni di vittime, a nessuno, se non ai diretti interessati, importava troppo dei cosiddetti 6 milioni di vittime ebree. La Guerra aveva mietuto 80 milioni di vite umznr, ed anche gli ebrei, che l’avevano caldeggiata avevano avuto le loro dolorose perdite.

Nell’ America post bellica, la leadership della potentissima Comunità Ebraica Americana, aveva già dato la scalata alle posizioni chiave della Politica Interna, e, nel contesto di questa latente azione di conquista degli Stati Uniti, una sua decisa presa di posizione filoebraica, evidente quanto quella attuale, avrebbe dimostrato troppo palesemente, al mondo, la “decisiva” presenza delle teste d’uovo sioniste, nella Stanza dei bottoni del Governo Americano.

 

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In poche parole, Americani ed Europei non dovevano rendersi conto che la Seconda Guerra Mondiale era un Business determinato e messo in piedi dai Plutocrati Ebrei, per impossessarsi dell’America, e, una volta “denazificata” Ri-allineata ed occupata sine die la Germania, anche dell’Europa. I tempi per simili aperte rivelazioni non erano ancora maturi. Già nei primi anni ’50, il Congresso Mondiale Ebraico filosionista, e la sua sezione americana, dopo avere siglato gli “Accordi di Compensazione” con una Germania impossibilitata ad opporvisi, poteva indurre altre Organizzazioni Ebraiche, come la Anti Defamation League, a collaborare con il malleabile governo di Bonn, per estendere, a partire dalla Germania, il “controllo etico ebraico “ sul resto dell’Europa e del mondo.


All’epoca, afferma Finkelstein, la “Soluzione finale” nazionalsocialista, veniva equiparata all’antisemitismo russo ed alle stragi Staliniane, ben più “riuscite” di quelle hitleriane. Le cose cambiarono con la guerra Arabo-israeliana del giugno 1967, quando l’Olocausto ebraico divenne un cavallo di battaglia degli Ebrei Americani, le cui elites avevano ormai consolidato il loro totale controllo dello Stato e dell’economia statunitense.


 

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La presunta e ben sbandierata “vulnerabilità d’Israele” resuscitarono la “memoria” dello sterminio nazista, eliminando di botto la possibilità che gli ebrei al potere in America, potessero venire accusati di perorare la causa israeliana ed i propri interessi, in opposizione e spregio a quelli del Popolo Americano. Ora Israele poteva diventare una pedina centrale nella politica Ebraico americana a lungo termine, da attuare in Medio Oriente; e tutt’ora in corso.

All’inizio degli Anni ’70 Israele salì alle luci della ribalta con un replay del Processo di Norimberga: il Rapimento, il Processo, e la Condanna a morte di Adolf Eichmann. Si trattò di un’azione totalmente illegale, e di una azione giudiziaria iniqua, che aveva però uno scopo preciso, e per gli ebrei ineludibile: far continuare il flusso, verso Israele, dei soldi delle “Riparazioni Germaniche”, che in quell’anno avrebbero dovuto cessare. Il Processo Eichmann segnò la riapertura, in puro stile hollywoodiano, della persecuzione contro gli “ex criminali di Guerra nazisti” e costituì un aperto ricatto politico fatto al Cancelliere tedesco d’allora: Konrad Adenauer.

 

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Venne poi la Guerra dei 6 giorni, che dimostrò l’inesattezza della fragilità bellica israeliana, e ne evidenziò, invece, le enormi risorse militari, ed il terribile potenziale offensivo. Gli Ebrei ed i filo ebrei delle Lobbyes che governano l’America, potevano finalmente fare d’Israele, loro vera Patria, una risorsa strategica efficace, ed uno strumento portentoso con cui ricattare e taglieggiare all’infinito l’Europa e gli Europei.

Gli “Ebrei Americani”, fino ad allora percepiti come un corpo estraneo e come un Governo d’occupazione, dai “Patrioti statunitensi non ebrei”, e da loro vissuti come elementi pronti a tradire, ora indossavano la tuta mimetica israeliana, e diventavano dei “preziosi e leali alleati”: contro l’incombente barbarie Araboislamica.

Dopo la Guerra vittoriosa del 1967, le elites ebraico-americane, che costituiscono un Governo statunitense di nome, ma ebraico e filosionista di fatto, fecero d’ Israele, a dispetto delle centinaia di mozioni delle Nazioni Unite che lo condannavano, per le sue proditorie azioni belliche contro il Popolo Arabo e Palestinese, una propria risorsa politico-finanziaria fondamentale: nel quadro del loro progetto di dominio globale e planetario.

Israele diventava anche un implacabile esattore, che poteva ovunque battere cassa, a favore dell’Ebraismo internazionale Per affermare la propria strategia, i “Massoni B’Nai Brith americani” si ricordarono allora, assai opportunamente, dell’ Olocausto Nazista, e, dopo la dimostrazione del predominio bellico Israeliano, del 1973, ne fecero una e vera e propria Industria di riscossione di presunti crediti, ed un’arma mediatica capace di ridurre al silenzio le pur giuste critiche rivolte ad Israele, od  agli Ebrei in generale.

L’Olocausto divenne, da allora, un comodo passaporto per l’impunità, ed una pedina d’incalcolabile valore per il Potere Ebraico Mondiale. Fiorì così, programmato a tavolino, e ad esclusivo beneficio degli ebrei, americani e non, un “interesse storico” per la Shoah, che permette tuttora di accusare
d’antisemitismo, odio razziale, negazionismo, revisionismo, o neonazismo, qualunque scomodo avversario, che sposi cause che non collimano con gli specifici interessi ebraico-americani. Sono state delle Semplici considerazioni sui risultati vantaggiosi da ottenere, in termini di Potere e Danaro, dice Finkelstein, e non la controversa “Soluzione finale dei Nazionalsocialisti”, o una tardiva riscoperta americana della propria Identità ebraica, ad avere determinato il sostegno mediatico mondiale che, da allora riceve quello che qualcunoç ha definito lo Shoah Business.

 

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IL GRANDE ORRORE DELL’OLOCAUSTO

 

La proficua cultura della vittimizzazione ebraica, è un ben concertato Teatro degli orrori, in cui per la seconda volta in un secolo, i lupi si sono travestiti da agnelli, con la pretesa d’interpretare il ruolo storico delle “Uniche vittime” e dei “Soli Oppressi” nel corso dell’intera Storia Umana; o, se non altro, in quello della Seconda Guerra Mondiale. La politica dell’Identità e l’Olocausto, sono attecchite fra gli ebrei, in America ed in Europa, non in virtù del loro status di “Vittime”, ma proprio perché essi sanno bene di non essere dei martiri, ma dei predatori.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’Olocausto e lo Sterminio degli ebrei, sono stati il mezzo migliore per sgretolare rapiramente, e con notevole efficacia, ogni possibile residuo di “Antiebraismo economico ragionato” presente in Europa. Grazie al ben pilotato anatema, lanciato coralmente contro l’Antisemitismo, e poi contro un fantomatico “Odio razziale”, gli Ebrei al potere hanno avuto, negli Stati Uniti ed altrove, una possibilità di manipolazione mediatica, sociale, e politica, prima impensabile.


Oggi, ci informa Finkelstein, negli States il reddito pro capite degli Ebrei è il doppio di quello dei non ebrei, 16 dei 40 americani più ricchi sono ebrei, il 40% dei premi Nobel americani per la scienza va agli Ebrei. Ebreo è anche il 20% dei professori universitari, ed il 40% dei soci dei maggiori studi legali di New York, e di Washington. Considerate le loro proporzioni demografiche, rispetto ai non ebrei, diviene evidente che ci si trova di fronte ad un palese fenomeno di “sovrapopolazione ebraica in tutte le professioni liberali”.

Lungi dal costituire un ostacolo al successo, l’identità ebraica è diventata attualmente, una delle sue migliori chiavi d’accesso. L’antico svantaggio dell’identità ebraica, si è oggi trasmutato in una preziosa risorsa, e gli Eletti di Jahvé possono davvero continuare a pensarsi tali, acuendo così il loro talmudico senso di superiorità razziale. L’Olocausto fra le altre cose, è servito anche a ratificare questa loro patente autoreferenziale: d’elezione razziale sovrumana.

 

Dagli anni ’70 in poi, i leader ebraici hanno dato fiato ai sassofoni e alle trombe dell’antisemitismo dilagante, producendo ad arte un’isteria ebraica di massa, molto utile alla raccolta dei fondi in nome della lotta contro una simile risorgente calamità. In nome del comune pericolo, di fronte ad un nemico che ne voleva la completa distruzione, i portafogli giusti si sono spalancati con maggiore facilità. Israele, potenza nucleare di primo piano, che è in grado di distruggere con il proprio arsenale nucleare buona parte del pianeta, è ancora oggi, per l’opinione pubblica ammaestrata dalle testate di stampa filosemita, la “Vittima innocente” del crudele attacco degli arabi armati di fionda, e di quelli che le lanciano contro i petardi arrugginiti, comprati di frodo negli arsenali Russi o Balcanici.

Un’Israele in perenne pericolo, ottiene lauti sistegni, donazioni in danaro, ed infiniti contributi, anche se la metà dell’incasso raccolto per Lei, resta nei forzieri delle Associazioni Ebraiche Americane. La colletta del terrore rende bene, e l’indotto ed i profitti dell’Affare dell’Olocausto, con i suoi troppi miracolati, sopravissuti ad uno sterminio evidentemente mal riuscito, è un trionfo eclatante del cinismo imprenditoriale ebraico americano. La campana a martello dell’antisemitismo, suonata ovunque se ne sia avuta l’occasione, serve anche a degli scopi meno evidenti e più prosaici: ovvero, a preservare un radicale razzismo ebraico, che difende tenacemente i propri privilegi di classe e di corporazione umana elitaria.


Oggi diventa Antisemitismo tutto ciò che, in qualche modo, danneggia gli interessi ebraici, qualunque essi siano, e, in quest’aggressione ideologica contro i non ebrei, l’Olocausto ha un suo ruolo cruciale, perché il rievocare di continuo le “persecuzioni” subite dagli ebrei nel passato, serve a tacitare le critiche per le “oppressioni” che essi infliggono ad altri: nel presente.

Inoltre, lo schema ideologico e mentale che sorregge l’Olocausto, presenta l’antisemitismo come il frutto d’un odio irrazionale ed immotivato dei Gojim, o non ebrei, contro gli ebrei, escludendo a priori che una tale truce disposizione d’animo nei loro confronti, possa nascere da una qualche “Reale Colpa di alcuni Potentissimi Ebrei”, o da un “Effettivo conflitto d’interessi fra costoro e le Nazioni altrui”.

Ne consegue, che la continua Rievocazione della Shoah è diventato un comodo stratagemma, usato per de-legittimare qualsiasi tipo di critica, pur fondata, mossa nei confronti d’Israele o dell’Elite Ebraica che governa il mondo occidentale, e mira al controllo sull’intero pianeta.

L’assioma davvero bizzarro diventa allora che:

“Qualsiasi fondata critica mossa a costoro, ed ogni discussione od indagine storica, relativa alla versione che essi hanno dato e danno dei fatti della Prima e della Seconda guerra Mondiale, e del loro esclusivo “Sterminio di massa”, diventa impossibile, perchè, si pretende che simili orribili dubbi possano nascere solo nella mente d’individui affetti da un patologico odio razziale antisemita.”

 

Incredibile davvero, che nessuna testa pensante osi ribadire a simili incredibili assunti! L’informazione mediatica ed immaginale, diffusa sulla Shoah, si attua in realtà, come un “Brain-washing” ossessivo: come un’operazione di propaganda preventivaa e di pressante indottrinamento ideologico.

Un insieme di slogan, ripetuti fino alla saturazione cerebrale, vela la manovra transculturale che induce una visione fittizia della Storia e del mondo, e la cui vera intenzione è di manipolare le coscienze e le menti dei giovani, ebrei e non ebrei, nella direzione voluta dalla dirigenza israeliana e dai Plutocrati Ebrei della Diaspora. Gli usi di questo “Immane Disastro Semita”, propagandato con i mezzi un battage immaginale, sono del tutto funzionali.

Questo Evento ebraico, fondato sulle testimonianze di stuoli di miracolati, sopravissuti allo sterminio nazista, vuole proporsi come un Evento Storico senza Paragoni, e come l’apice dell’eterno Odio irrazionale dei “Gentili o Gojim” nei confronti degli Ebrei. Queste palesi distorsioni del vero, sono diventate, purtroppo, non solo la pietra angolare della Letteratura Olocaustica ebraica, ma anche la sola versione promossa dalla “Storiografia mondiale ufficiale”.


Sembra sfuggire, agli estensori di questa Storia, pensata e rimaneggiata all’ebraica, a danno degli stessi ebrei onesti, che ogni singola guerra è un vero e proprio Olocausto, e che i conflitti mondiali non sono certo iniziati nel 1939, né sono finiti nel 1945. Gli Ebrei che contano, hanno avuto cura d’inserire il loro “Prezioso Sterminio” in un contesto universalista, raccontando e ridisegnando, a proprio uso e consumo, la loro versione e la trama della cosiddetta “Soluzione finale Nazionalsocialista”.


Hanno ordito, su quella loro espulsione di zeloti assassini, o di povera gente dei ghetti, dal tessuto del Völk germanico e ariano, un evento epocale: un Arazzo epico religioso davvero unico, nella Storia umana. Poi, grazie ad un’industriosa ed incessante attività di interessati testimoni agiografici, e di altrettanto interessati e solerti memorialisti, hanno fatto di questa loro Gigantesca “Verità” un Affare Colossale, usando tutta l’energia virulenta e l’ascendente di cui erano capaci.

Ogni evento storico, ogni Mssacro d’esseri umani è del tutto unico, ma nessuno di essi è fondamentale, decisivo, od essenziale, e la pretesa che l’Olocausto ebraico lo sia, è del tutto inaccettabile. Il farne una Categoria separata, costituisce un’abile manovra letterario-immaginale, che ci ha abbindolati e commossi tutti, per decenni, ed a cui si sono prestati, per ben 70 anni, tutti coloro che ne hanno scritto in maniera assiomatica, ed in assoluta conformità ed obbedienza ad un dogma sterminazionista, divenuto, in molti Paesi Europei vassalli, inconfutabile per legge.

Centinaia se non migliaia di testi, di riviste, e di films, hanno diffuso la storia a cui abbiamo a lungo ingenuamente creduto, e su cui si fonda l’intero castello di ceneri ardenti della Shoah:

“Il governo e lo Stato Nazionalsocialista Germanico si proponevano, come Programma Politico e Questione di Principio, l’annientamento fisico d’ogni uomo, donna, o bambino appartenenti al Popolo ebraico!”

Da un’attenta disanima dei fatti, risulta che il Terzo Reich hitleriano, si è semplicemente prefissata l’esclusione degli ebrei dal contesto burocratico, professionale, sociale, artistico, culturale, e territoriale che essi  stessi avevano saturato con dei sistemi di Consorteria clientelare razzista; togliendo loro uno spazio usurpato che spettava di diritto al Popolo germanico.

I 4 milioni di ebrei europei sopravissuti al Nazismo, ed internati per anni nei Campi di lavoro, divenuti poi quelli dello Sterminio, costituiscono la prova migliore dell’inesistenza di un progetto germanico di genocidio pianificato degli Ebrei. Restano invece scritti, nero su bianco, a toglierci dallo stupore catatonico dell’ipnosi mediatica, i reali progetti ebraici di Morgenthau e Kaufmann, per annientare completamente l’intera popolazione tedesca, e per ridurre la Geramania Industriale al rango di un misero Paese rurale!

L’ideologia dello Sterminio, ed il progetto del Genocidio dei Tedeschi, è un parto dimostrabile di menti ebraiche; ma nulla di scritto prova un’intenzione paritetica dei tedeschi nei confronti degli Ebrei d’Europa: nulla, se non le “testimonianze oculari” ed i “ricordi spesso inesatti” forniti dagli ebrei stessi, a sostegno del loro Martirio.


È ancora Finkelstein a dirci che la sacralizzazione e la divinizzazione Jahveica dell’Olocausto, è una mistificazione, che ha il suo campione in Elie Wiesel, che lo definisce una vera e propria “Religione Misterica”. Esso, dice costui, conduce nelle tenebre, nega tutte le risposte, sta al di là ed al di fuori della Storia, è incomprensibile, indescrivibile, inspiegabile.

Solo il sopravissuto-sacerdote del ricordo, è qualificato a divinarne l’oscuro Enigma. Divinazione che, nel caso dello stesso Elie Wiesel ha un suo prezzo preciso: costa appena 25.000 dollari, più la limousine con l’autista. A questo costo, Mr. Wiesel tiene delle conferenze, mentre il segreto lapidario della verità di Auschwitz, con i suoi quattro milioni di vittime ridotti poi ad un milione e mezzo,  e ancora sminuito dagli stessi studiosi ebrei, resta immerso nel silenzio, e l’investigare seriamente sui fatti relativi all’eccidio, coincide legalmente con la sua Negazione; esponendo gli storici incauti i loro difensori legali, e gli eventuali ricercatori storicamente troppo puntigliosi, ai rigori di leggi “antirazziste e prosemite” di comodo, prodotte appositamente per poter affermare, senza possibili repliche, che lo Sterminio degli ebrei ha davvero avuto luogo: nella misura e con le modalità con cui essi dicono che sia avvenuto.

È vero ciò che noi diciamo sia vero! Perchè la Storia siamo Noi! Davvero uno splendido esempio d’ equilibrismo concettuale cabalistico! Anche il semplice confronto della Shoah ebraica, con gli altrui molteplici Genocidi storici, offende la nervosa sensibilità di signori come Elie Wiesel, perché solo quella Tragedia ebraica, ormai legalmente indiscutibile, è il vero e solo Olocausto; gli altri sono dei semplici Massacri!

 

 

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Hiroshima, Dresda, Norimberga, Amburgo, i 6 milioni e mezzo di civili tedeschi morti, e gli 80 milioni di vittime complessive del conflitto, sono un nonnulla, se comparati allo Sterminio ebraico! Affermare il contrario o dubitarne, configura il reato d’Odio Razziale antisemita! Davvero una bella trovata, per mettere il bavaglio ai critici di un simile assurdo monopolio!

Il motivo di quest’ insistenza ebraica sull’eccezionale unicità del proprio Olocausto, presentato come Male Assoluto, e Sofferenza immedicabile, è più che ovvio: esso pone gli ebrei su un piano diverso rispetto agli altri popoli terrestri, e concede loro ampie possibilità di rivendicazione nei confronti di costoro. Si tratta di un “Capitale Morale” di cui questi “Alieni per autoelezione” rivendicano l’assoluto Possesso: un Patrimonio davvero prezioso, riscuotibile ad infinitum in danaro contante, ed un Alibi insostituibile, nei giochi non sempre limpidi della politica Israelo Americana.

Questa Unicità della Sofferenza ebraica, consente infinite rivendicazioni psicoemotive, ed innumerevoli richieste di danni morali, psicologici, finanziari, che Israele e gli Ebrei consorziati possono avanzare nei confronti delle altre Nazioni. L’Olocausto del “Popolo Eletto”, sancito ormai per legge come certo ed inconfutabile, regala ad un solo Popolo terrestre il lusso estremo di potersi considerare costantemente minacciato, e, quindi, giustifica anche il suo “indiscutibile diritto” ad attuare qualsiasi azione o strategia aggressiva, a tutela della propria “Salvezza”.

A ben vedere, la pretesa unicità dell’Olocausto, implica l’unicità metafisica del Popolo ebraico, e gli permette la rivendicazione planetaria di una sofferenza non comparabile a quelle altrui. L’Ideologia olocaustica è, quindi,̀ una nuova versione del concetto di diversità ontologica e d’impareggiabile diversità razziale del Popolo Eletto di Jahvé́.

Gli Ebrei sono morti, nella Seconda Guerra Mondiale, non perché fino dal 1933 hanno dichiarato una guerra economica di boicottaggio alla Germania hitleriana, ed hanno voluto e fomentato in tutti i modi quel conflitto, con provocazioni omicide come quella di von Rath; non perché compievano degli atti terroristici, come nemici di una Germania in guerra; non in quanto ammalatisi di tifo petecchiale nelle baracche dei Lager, invase dalle pulci russe, ma solo perché i Tedeschi li odiavano senza nessun motivo, e li volevano tutti morti.

 

 

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Secondo Elie Wiesel, il Mondo Libero e civile consegnò gli Ebrei nelle mani dei solerti Carnefici di Hitler. Inutile cercare le prove storiche di questi orrendi crimini: esse esistono solo nella Letteratura Olocaustica, editata e prodotta dagli Ebrei stessi, e sono quindi attendibili solo perché essi le affermano tali. La teoria dell’eterno antisemitismo dei Gojim, è però una gaffe ideologica madornale. L’antisemitismo omicida trasparirebbe, a dire degli ebrei, da ogni atto di legittima difesa attuato contro di essi. Del resto, se il mondo come essi dicono, ha sempre voluto annientarli, risulta inspiegabile il fatto che essi siano ancora vivi ed in buona salute, e che, diversamente dalla maggior parte dell’umanità non ebraica, non stiano proprio morendo di stenti.


Il Dogma dell’eterno Martire perseguitato, ha dato ad Israele ed agli ebrei al potere, carta bianca per “Proteggersi e preservarsi” come meglio credono. Espedienti, omicidi, aggressioni al vetriolo, torture, attacchi proditori contro singoli individui, o contro popolazioni civili inermi, sono loro ampiamente concessi, come strumenti di “legittima difesa”: accordati con generosità a queste vittime designate, anche quando esse non hanno subito alcun danno reale. L’Educazione ebraica all’Odio eterno dei Gojim, è un condizionamento paranoide al transfert, e all’odio ebraico verso i non ebrei.

Questa manovra d’inversione psicologica, giustifica, in anticipo, ogni trattamento inumano inflitto ad altri dagli Ebrei, così come concede il loro Talmud. L’antisemitismo dei Gojim, nella rappresentazione che essi ne danno, è irrazionale, non consequenziale alle loro azioni, e viene sempre proposto come una temibile “Patologia mentale”. Queste affermazioni deformanti, negano la realtà delle azioni illegali ebraiche: i raggiri finanziari, le malversazioni usuraie, le truffe miliardarie tramate a danno dei non ebrei, e l’ovvia reazione che esse comportano. Le infinite azioni aggressive degli ebrei, nel corso della Storia del mondo, sembrerebbero non avere nulla a che fare con l’antisemitismo dei “Gentili”.


Gli Ebrei preferiscono pensare, e far credere, che la loro “Minoranza assai dotata”, ben organizzata, e di evidente successo professionale, ispiri dei conflitti e delle tensioni psicotiche che si strutturano in folli formulazioni antisemite. Questa Consorteria mondiale, dotata di un’etica razzista implacabile, organizzata come un Impero del malaffare, e quindi destinata ineluttabilmente al successo, a spese dei galantuomini, pretende anche che il difendersi da essa sia un sintomo irrazionale antisemita, e non una reazione necessaria: contro un nemico subdolo e letale.

 

Ecco allora che anche la “Soluzione definitiva del problema ebraico”, rivelerebbe non la chiara percezione Nazionalsocialista del pericolo che i plutocrati Ebrei d’Europa ed i loro “operai bolsceviki”, costituivano, nel contesto d’uno Stato Germanico sovrano, ma l’odio irrazionale dei Tedeschi per gli ebrei, ed il Male per il gusto del male. Basta leggere senza pregiudizi il Mein Kampf di Adolf Hitler, o gli scritti dell’epoca, per convincersi del contrario. Le affermazioni di parte ebraica, non reggono nemmeno ad un esame storico superficiale, ma, da un punto di vista propagandistico, possono avere un effetto convincente su delle masse indottrinate da 70 anni di aggressiva Catechesi su questo argomento.


Concedendo una patente di Totale innocenza agli Ebrei, che per altro difendono questo loro candore d’eterni oppressi, con feroci battaglie legali, promosse dai loro gruppi di pressione e difesa, e con organizzazioni persecutorie di “gruppi d’odio” assai potenti e capillari, il Dogma dell’Olocausto li immunizza da ogni critica alle loro azioni illegittime.

Il Leone di Giuda vuol farsi passare per un mite Capro espiatorio, ed i discendenti degli ex mercanti di schiavi, come Aroon Lopez, posano ad antirazzisti ed a solerti benefattori degli Africani, o delle diverse minoranze oppresse. Secondo gli ebrei, Il loro successo finanziario, ottenuto con mezzi spesso sleali, disonesti, o francamente illegali, indurrebbe le loro vittime “Gentili” all’invidia, alla gelosia, e ad un cupo “ressentiment patologico”. Li si avversa senza alcun motivo!


Così, quando i figli di Abramo ricevono gli sgradevoli dividendi di un’ira popolare che è la conseguenza diretta delle loro eroiche imprese finanziarie o belliche, invece di cambiare registro ed attitudini, essi mentono spudoratamente anche a sé stessi: hanno avuto più successo, sono geniali, e per questo li hanno sempre perseguitati ed uccisi.

Per altri “Ebrei che odiano sé stessi”, la Menzogna patologica e la Patologia del mentire, sigillano il discorso ebraico su sé stessi, e sul proprio Martirio. Elie Wiesel, il “più autorevole testimone della Shoah” ne è una prova emblematica.

 

 

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Secondo Miklòs Grüner, ebreo deportato dall’Ungheria ad Auschwitz nel maggio del 1944, e poi a Buchenwald nel 1945, Elie Wiesel, è un impostore che si è appropriato dell’identità e del numero di matricola A-7713 di Làzar Wiesel, nato nel 1913, e di quella di Abraham Wiesel, nato nel 1900, spacciando quest’ultima per quella di suo padre Shlomo.

Secondo le ricerche fatte da Grüner, Elie Wiesel non è mai stato internato in un Campo di Concentramento, e non figura in alcuna Lista Ufficiale dei deportati. Comprovate, invece, le presenze, ed i numeri di Matricola degli ebrei Lazar ed AbrahamWiesel, internati e registrati ad Auschwtz e Buchenwald. Plagiato da Elie Wiesel, secondo Grüner, anche il libro “La Notte”, pubblicato in ungherese a Parigi nel 1955, proprio dal sopravissuto Lazar Wiesel, con il titolo de: “E il mondo tace”.

Elie Wiesel non è mai stato internato né a Birkenau, né ad Auschwitz, né a Monowitz, né a Buchenwald, e l’unica prova addotta per la sua presenza in quei luoghi di dolore, è una foto scattata da Henry Miller, che ritrae un gruppo di detenuti di Buchenwald, dopo l’arrivo delle truppe statunitensi il 16 aprile 1945. Fra questi c’è proprio Miklòs Grüner, ma lo scatto di Miller non prova nulla, perché è lo stesso Elie Wiesel a dirsi presente in quella foto, che forse mostra il volto di Làzar Wiesel, e non il suo.

Un sopravissuto all’Olocausto dà dell’Impostore, del plagiatore letterario, e del falso “testimone oculare” degli orrori di Auschwitz, e di Buchenwald, ad Elie Wiesel, ma costui eresta, per il compiacente mondo dei media, un personaggio eccezionale ed emblematico dell’attuale ebraismo: un vero Sacerdote dell’Olocausto ed un simbolo vivente del “Magistero morale” di coloro che i Papi di Roma definiscono i loro
“Fratelli Maggiori”.

Per i dirigenti dei molti Yad Vashem, che tengono ovunque costose conferenze, l’Olocausto è il pane quotidiano, ed il loro dolore di vittime è sempre innegabilmente autentico. Yehuda Bauer e Mr. Goldhagen, affermano nei loro scritti, in cui nessuno sembra notare l’odio razzista che li anima, che ogni Tedesco, dalla fine degli anni trenta, era un assassino d’ebrei, che approfittò del fenomeno hitleriano per poter attuare il desiderato eccidio.

Finkelstein, che pure sciorina in pubblico i panni sporchi dell’Industria dell’Olocausto, è a ben vedere, il più avveduto degli ebrei “sterminazionisti” e, in quest’ottica, la pubblicazione e la diffusione del suo libro, da parte di Case editrici non oscure, ha un preciso senso d’implicita difesa dell’Olocausto stesso. In un gioco ben congegnato, lui, ebreo, denuncia gli sfruttatori ebrei della Shoah, ma solo per poterne riaffermare l’esattezza e la realtà.

Alcuni ebrei, e le Grandi Associazioni Ebraiche Americane, fanno una montagna di soldi con l’affare dell’Olocausto! Poco male davvero! Il loro delitto non consiste nel taglieggiare i Gojim Europei – cosa talmudicamente più che lecita- ma nel sottrarre l’incasso agli aventi diritto: i Sopravissuti!. Quello che Finkelstein lamenta, è che gli Ebrei Americani stiano scippando agli Ebrei Europei, veri protagonisti dell’Olocausto, sopravissuti, ma comunque martiri, i profitti del loro lungo calvario.

Finkelstain parla di Diritti umani, di Negri, di Palestinesi, di Nativi Americani, o del Gran Muftì di Gerusalemme, ma solo per poter dire alcune cose scomode per Israele, e per gli Ebrei Americani al Potere. Si tratta di beghe di famiglia, insomma: per la spartizione della preziosa eredità della Shoah! Sorge poi lo spinoso ma ineludibile quesito: Gli Ebrei sono le sole vittime preminenti, o bisogna considerare come tali anche i sopravissuti non ebrei?

Zingari, Comunisti, Omosessuali, Dissidenti politici, hanno subito o no lo stesso identico Olocausto, comparabile a quello ebraico? Certo che no! Riconoscerlo comporterebbe la perdita dell’esclusiva su quel “Capitale Morale”. Se il trattamento inflitto agli ebrei, fosse equiparabile a quello delle altre “vittime”, oltre a creare dei pericolosi concorrenti, aventi diritto a cospicue fette della torta dei risarcimenti, cadrebbe la pretesa ebraica all’assioma dell’Odio millenario dei Gojim, e dei tedeschi in particolare, verso di loro.

Finkestein bistratta i suoi correligionari, potenti e danarosi, ma il dire oculatamente male del Re, spesso serve agli interessi di quello stesso Sovrano. Per sostenere l’”Innegabile Olocausto dei 6 milioni di vittime”,Finkelstain è costretto a produrre un preambolo chiarificatore:

“Se tutti quelli che pretendono d’essere dei sopravissuti lo fossero davvero, non ci sarebbe stato nessun Olocausto, e Hitler non avrebbe ammazzato proprio nessuno”

Ed aggiunge:

Dato che agli ebrei che avevano subito l’Esperienza dei Campi di Lavoro Nazionalsocialisti, veniva concessa la patente di “scampato martire e di miracolato dello sterminio”, molti ebrei, che avevano trascorso altrove il periodo della Guerra e delle “persecuzioni naziste” si sono presentati a battere cassa come “Sopravissuti”. Il motivo materiale di questa impostura, era di squisito ,ordine monetario: il Governo della Germania, vinta ed Occupata, era costretto a pagare un risarcimento agli ebrei che erano stati nei Campi o nei Ghetti, e molti ebrei videro certo un qualche vantaggio, nel costruirsi un passato in grado di soddisfare a tali requisiti.

 

 

Ma per salvare la capra, Finkelstein ammazza il becco! I sopravissuti, o presunti tali, hanno mentito e mentono per ragioni di danaro! Ma se non hanno esitato ad affermare il falso sul loro status di vittime e di sopravissuti, perchè mai dovrebbero dire il vero, e non mentire su tutto il resto?

Tuttavia, le palesi incongruenze dei redivivi non hanno affatto scoraggiato la richiesta pressante delle Riparazioni Olocaustiche. I Sopravissuti all’Olocausto, secondo i calcoli di Netanyahu, sarebbero stati 4 milioni, di cui Uno ancora vivente. Calcolato il Milione e mezzo d’Ebrei usciti dall’Europa prima della Guerra, si giunge alla cifra di 5 milioni e mezzo. Le vittime ebraiche della guerra, sarebbero dunque 500.000. Considerando che parecchi di loro, sono certamente morti per gli effetti stessi del conflitto: bombardamenti, fame, resistenza partigiana, o tifo petecchiale, cosa resta? Gli Ebrei accorti, come Finkelstein, si sono resi conto che il gioco al rialzo nel numero dei sopravissuti, se giova alle tasche israeliane ed americane, non conviene affatto alle sacralità delle vittime ebree.

 

 

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Meglio produrre, allora, uno “smascheramento parziale della lobby israel-amercana”, che occulti e preservi il Grande Gioco ebraico. Mostrare i panni sporchi dell’Affare Olocaustico, può servire così a coprire, con una mezza verità, la pretesa dello Sterminio dei 6 milioni, attuato dai Tedeschi.

Gli Ebrei credono e vogliono far credere che in una guerra, da loro promossa, e costata 80 milioni di morti, i loro eletti cadaveri valgono immensamente più di quelli altrui, e che si debba pagare sine die; per risarcirli.

È ancora Finkelstein a dirci, che il Governo d’Occupazione della Germania sconfitta, Tedesco solo di nome, ma ebraico-americano di fatto, “decise” di risarcire gli Ebrei con tre diversi accordi, siglati nel 1952. Un altro accordo separato, con Israele, prevedeva altri copiosi sussidi. Contemporaneamente, lo stesso “Governo Tedesco” negoziava anche un accordo finanziario con la Conference of Jewish Material Claims Against Germany, che comprendeva tutte le maggiori Organizzazioni ebraiche, fra le quali l’American Jewish Committee e l’American Jewish Congress, il B’Nai Brith, il Joint Distribuition Committee, e così via.

In pratica, il Popolo Tedesco, assoggettato a governanti pilotati dagli Ebrei americani, doveva pagare agli Ebrei e ad Israele un miliardo di dollari in favore di queste “vittime”. La schiavitù germanica era appena iniziata. Le organizzazioni Ebraiche che ricevevano i fondi, dice Finkelstein, non hanno certo beneficiato le cosiddette vittime, che essi per certo sapevano assai poco attendibili, ma li hanno usati per finanziare i propri progetti faraonici: i Musei dell’Olocausto e le Cattedre Universitarie di studi su di esso; nonché i vari Centri della Memoria Yad Vashem.

Poi la Claims Conference cercò di arraffare anche le “proprietà ebraiche”, denazionalizzate dalla Germania Orientale, che valgono milioni di dollari ed appartengono legalmente agli eredi degli ebrei a cui furono tolte. In questa corsa a premi, quando Germania e Svizzera si rifiutano di pagare risarcimenti su depositi bancari per lo meno dubbi, si leva incontenibile la corale protesta ebraica.

Dando ad intendere di rappresentare e fare gli interessi dei vivi e dei morti, l’Industria legalizzata dell’Olocausto non ha nulla di diverso ,da un organizzatissimo e potente racket mafioso delle estorsioni legalizzate, e pretende un numero spropositato di miliardi di dollari, agitando, in caso di rifiuto, la minaccia del boicottaggio economico. In Germania se ne sono occupati i team legali Hausfeld-Weiss, Fagan Swift, ed il Consiglio Mondiale delle Comunità Ebraiche, che hanno preteso dall’Industria Privata Tedesca 20 miliardi di dollari di risarcimento.

Per l’Industria Farmaceutica Bayer, bastò agitare il nome di Josef Mengele, e si ottennero delle cifre assai considerevoli. L’intero castello dell’Olocausto poggia sulla sistematicità dell’uccisione degli Ebrei attuata dai Nazisti nei Campi di concentramento, come in un’efficiente Catena di
montaggio. Non si conoscono, stranamente, casi di comuni morti accidentali. A testimoniare di questi massacri organizzati, sono, tuttavia, proprio gli stessi ebrei sopravissuti, che però; evidentemente, ne sono usciti indenni! Un curioso caso di sterminio non avvenuto, e di Soluzione finale che di finale non aveva proprio nulla!

 

 

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C’è da chiedersi, su che cosa i Testimoni Ebrei abbiano mai detto il vero. Hanno mentito sicuramente sulle loro condizioni di vita nei Campi di lavoro e rieducazione del Reich hitleriano, nel periodo fra il 1943 e il 1945, quando essi vivevano assai meglio e più al sicuro della maggioranza della popolazione civile della Germania, sottoposta al bombardamento sistematico degli Alleati, e che non godeva dei “pacchi di viveri e vestiario” della Croce Rossa Internazionale.

I 4 milioni di sopravissuti, dei Lager nazisti, dimostrano l’inconsistenza della tesi sterminazionista, e relegano il racconto della Catena di montaggio, per distruggere scientificamente gli Ebrei, nella categoria delle fiabe sull’Orco Cattivo. I Tedeschi, all’epoca, avevano ben altri pesanti problemi da risolvere, e non evrebbero mai sprecato ingenti mezzi e preziose risorse energetiche per eliminare industrialmente degli ebrei che, come insegnavano i Bolsceviki Russi, potevano essere eliminati con mezzi assai più economici ed artigianali.

Non ci fu nessun massacro intenzionale degli Ebrei, ma certo molti ebrei morirono fra le file dei nemici della Germania, o nei disastri della Guerra, come accadde anche a tante altre persone innocenti e non ebree. Un conflitto apocalittico come quello a cui la Germania fu costretta, non fu certo un Parco dei divertimenti per nessuno! La sorte toccata agli Ebrei non fu peggiore né diversa di quella toccata ai civili tedeschi: alle donne ed ai bambini di Dresda, ai deportati in Russia, né ai soldati sconfitti, anche dopo il 1945.

I milioni di sopravissuti Ebrei all’Olocausto, aventi diritto alle riparazioni, ne costituiscono, anche, la più piatta e precisa negazione; perché prima di pagare i danni da loro richiesti, ci si è certo accertati che essi fossero realmente ciò che dichiaravano d’essere. Se queste loro prove sono state fornite, vagliate, ed accettate, come dimostra l’avvenuto risarcimento, allora di quale Sterminio degli Ebrei stiamo mai parlando?

Oggi le Compagnie d’Assicurazione, le Banche, i Musei d’Arte, le Aziende Private, i Possidenti, e gli Agricoltori d’ogni Paese Europeo che abbia avuto la ventura di ospitare gli ebrei fra i propri abitanti non autoctoni, è un bersaglio nel mirino del racket olocaustico, e la Shoah forse diverrà un giorno non solo l’immane Tragedia del Popolo ebraico, ma la più grande Vergogna usuraia nella Storia dell’ Umanità.

Finkelstein ci informa che, nello stile tipico del Congresso Mondiale Ebraico, il 13 marzo del 2000 Israel Singer ha affermato che l’Austria è in possesso di beni appartenenti agli Ebrei dell”Olocausto: per un valore di 10 miliardi di dollari. Sempre secondo Singer, il 50% delle opere d’arte presenti in America, è stato rubato agli ebrei. È evidente che questi signori, sono ormai completamente fuori di testa.

 

 

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A nessuno però è ancora venuto in mente di chiedersi: come mai, ai “Tempi infausti dell’Olocausto”, in un’Europa dilaniata dalla guerra, ed anche prima, in un’epoca di miseria diffusa prodotta dalle devastazioni del Primo Conflitto Mondiale, l’esigua minoranza ebraica era così spudoratamente ricca? Come mai possedevano tanto denaro, tante terre, tante proprietà immobiliari, tanti gioielli, e tanti capolavori d’Arte? A chi, e quando le avevano tolte, o sottratte legalmente, con i loro maneggi usurai?

Di certo non le hanno acquisite agendo correttamente! Ma si sa, la speculazione non è mai un delitto, se ad attuarla, anche in tempi di carestia altrui, sono gli Eletti di Jahvé. Come mai gli ebrei, esigui di numero ed a loro dire sempre perseguitati, possiedono il loro attuale enorme potere finanziario e politico? Queste sono certo dei quesiti inquietanti, soprattutto per gli ebrei stessi, ma il farle diviene un ovvio corollario alle loro sciocche ed arroganti pretese d’ unicità e d’ elezione razziale.

Quando un milione d’ebrei scampati all’Olocausto dichiara d’essere stato titolare d’un Conto Bancario Elvetico, prima della Seconda Guerra Mondiale, e di avere posseduto una Mercedes, un Renoir, o uno chalet in Svizzera, anche uno sciocco può intravedere nelle loro affermazioni, affuirare come nello champagne, le auree bollicine della menzogna.

Negli anni Trenta, gli Ebrei rimasti in Europa, e che non avevano usufruito degli accordi hitleriani di Havaraa, che permettevano loro di emigrare in Palestina con buona parte delle loro “sostanze”, erano tragicamente poveri; ed anche quelli del ceto medio non si potevano certo permettere nessun conto corrente nelle Banche Europee. Se si è mentito per un sesto, forse si è mentito anche per i sei sesti.

I tedeschi, come gli altri Europei, hanno il diritto di opporsi alla spoliazione ed allo sfruttamento che gli Ebrei attuano sulla loro pelle da bel 70 anni. La strumentalizzazione emozionale, finanziaria, e politico-immaginale dell’Olocausto, è certo un’opera d’arte intellettuale prodotta dal genio ebraico, ma pretendere che il gioco dei risarcimenti e delle colpevolezze continui in eterno, rivela una fatale tara mentale levantina, ed una pericolosa bulimia monetaria, che, alla lunga, si rivelerà disastrosa per gli stessi ghiottoni che la pongono in atto.

Indottrinamento giovanile ossessivo, e lacrimazioni testimoniali interessate e spesso ipocrite, sono fatali errori di calcolo, che certo non porteranno all’antisemitismo, tanto paventato, e così utile agli ebrei al potere, ma ad una convinta e ben fondata reazione difensiva dei Non Ebrei.


Mauro Likar


MAURO LIKAR FINKELSTEIN E I PROFITTI DEL CORDOGLIOultima modifica: 2011-02-19T14:38:07+00:00da likar
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