MAURO LIKAR CORNELIUS ZALEA CODREANUS

 

 

 

 

MAURO LIKAR



CORNELIU ZALEA CODREANU



La Cornice Storica della Romania


I Romani conquistano la Dacia nel 106 A.D. sotto l’imperatore Trajano, e ne fanno una provincia dell’Impero. Le Legioni di Roma occupano il paese, e i suoi coloni vi si stabiliscono. Il ceppo romano si mescola, tramite matrimoni misti, con quello dei Daci, che adottano le abitudini di vita, e la lingua latina, facendo della loro patria una terra romana,La Dacia è nota come Romania, proprio a causa dell’occupazione e dell’influenza romane. I barbari iniziano ad invadere la Romania dall’est e dal nord, durante il 200 A. D., costringendo i Romani ad abbandonare la provincia verso la fine del 200. Le invasioni continuano a più riprese, fino al 1100.

Gli invasori sono, di volta in volta, i Bulgari, i Gothi, gli Unni, i Magyari, gli Slavi e i Tartari. Questi gruppi, specialmente gli slavi, si mescolano anch’essi con i rumeni. Poi, al periodo delle invasioni, che ritarda lo sviluppo della Romania come nazione unitaria, segue il movimento di unificazione. Per centinaia di anni, i vari gruppi combattono fra loro per il controllo della regione, ma nessuno di essi ne acquisisce mai il completo possesso. I primi passi verso l’unificazione hanno luogo fra 1250 e 1350. Le genti della Walacchia, una regione della Romania del sud, si uniscono gradualmente, per formare un o Stato indipendente, sotto un governo unico.

Le genti della Moldavia, nella Romania orientale, fanno lo stesso. Un principe governa ogni Stato, e per questo essi vengono chiamati Principati. Assai presto, durante il 1000, l’Ungheria prende il controllo della maggior parte di quella che oggi e’ la Romania del Nord. Questa zona, chiamata Transylvania, ha in sé molta gente rumena, ma non diventerà parte della Romania fino al 1900. L’indipendenza dei principati e’ di breve durata. Gli Ottomani dell’Asia Minore, ora Turchia, penetrano in Europa alla metà del 1400; conquistano la Walacchia nel 1476, e la Moldavia nel 1504. L’Impero Ottomano governerà queste terre, quasi ininterrottamente, per oltre 300 anni.

I contadini dei principati, che compongono la maggior parte della popolazione, menano una vita grama e dura, anche prima di essere assoggettati dagli Ottomani. Sono poveri coltivatori, ma devono, per legge, pagare imposte elevate ai nobili. Le loro condizioni peggiorano ancora sotto gli ottomani, che permettono ai nobili rumeni di governare a loro nome, ma pretendono dai contadini imposte ancora maggiori.

I nobili rumeni faranno parecchi tentativi per liberarsi dall’Impero Ottomano. Di conseguenza, agli inizi del 1700, l’impero della Gran Porta toglie ai nobili rumeni il mandato di governare, a loro nome, le varie parti del territorio Romeno, e da’ questo mandato ai Greci ricchi, ovvero agli Ebrei della parte greca di Costantinopoli. Questi commercianti Greci di origine ebraica, sono difatti chiamati Phanarioti perché provengono dal distretto Phanar di Constantinopoli, (oggi Istambul, in Turchia). I Phanarioti tassano i contadini rumeni con una severità senza precedenti, e il loro governo durerà fino al 1821, quando una sommossa di Rumeni costringe gli ottomani a rimuoverli dal potere.

Molti storici pensano che i contadini Rumeni non abbiano mai sofferto tanto quanto durante il periodo di dominio dei Phanarioti ebrei. Poi il governo del paese viene assunto dai Russi. Durante il tardo 1700, l’impero Ottomano subisce, difatti, una serie di sconfitte militari per mano della Russia. Poco a poco, gli Ottomani perdono larghe parti del loro impero. Ufficialmente, la regola ottomana dei principati durerà fino al 1878, ma in effetti, essa si conclude nel 1829, quando le truppe russe occupano i principati. La Russia elabora una costituzione per i principati all’inizio del 1830. La costituzione, chiamata “statuti organici,” da il potere di governare in ogni principato ad una assemblea di nobili.

Ciò segna l’inizio del governo rappresentativo in Romania. Le truppe Russe si ritirano dai principati nel 1834. L’idea di unire Moldavia e Walacchia e’ esistita fino dal tempo della creazione dei principati, e il movimento di unificazione si è sviluppato, quindi, assai velocemente, durante la metà del 1800. Nel 1859, le assemblee dei due Principati hanno scelto il principe Alexander Johann Cuza come loro governatore.

Nel 1861, i principati si sono uniti ufficialmente, per formare la nazione chiamata Romania. Molti capi del movimento di unificazione, sono giovani rumeni che hanno studiato a Parigi, dove hanno assorbito lo spirito rivoluzionario degli internazionalisti, che sta invadendo e contagiando l’Europa. Molti pseudo Europei chiedono la fine dei governi monarchici, non democratici, e, per portare dalla propria parte le masse proletarie, ampî miglioramenti del tenore di vita per queste categorie sociali più basse. I giovani rumeni, non certo figli di contadini. chiedono le riforme dopo il loro ritorno in patria.

Il Principe Cuza risponde, e il suo governo compra molta terra dai Ricchi ebrei rumeni, per darla ai contadini. Inoltre, egli aumenta il numero delle scuole libere, per i poveri. Ma questo non basta. Molti fra i ricchi rumeni di cui sopra, si oppongono a Cuza, obbligando il principe a dimettersi, nel 1866. Questa cricca ha già scelto Karl di Hohenzollern, per sostituire il principe Cuza. Karl è un principe tedesco, che conosce assai poco della Romania. Pare che debba persino consultare un atlante, per vedere dove si trovi il paese di cui sta per diventare il Re.

La Cricca che lo ha eletto, difatti, governerà, per suo tramite, la Romania; per quasi 50 anni. Karl prende il nome di Principe Carol. Nel 1878, le principali nazioni d’Europa riconoscono ufficialmente l’indipendenza completa della Romania dalla Turchia. Nel 1881, la Romania si trasforma in un regno, e Carol diventa Re Carol I. All’inizio del regno di Carol, vengono stabiliti i primi partiti politici di Romania ed alla gente viene dato il diritto di scegliere i propri rappresentanti al governo.

Ma un complesso sistema elettorale esclude la possibilità che i contadini possano avere molti rappresentanti. L’economia della Romania migliora sotto Carol. I “ rumeni ricchi” che lo hanno posto sul trono, traggono enormi profitti da questo sviluppo economico, ma i contadini guadagnano ben poco.

Nel 1907, i contadini della Romania si rivoltano; bruciano le case e distruggono i raccolti dei ricchi latifondisti ebrei. L’esercito romeno seda la rivolta, che lascia sul terreno i cadaveri di almeno 10.000 contadini. Carol muore nel 1914 e suo nipote Ferdinand diviene Re. Scoppia la Guerra mondiale 1914 – 1918 e la Romania rimane dapprima neutrale, ma, nel 1916, si allea alla Francia, alla Gran Bretagna e agli altri Alleati nella loro lotta contro le Potenze dell’Europa Centrale: l’Austria- Ungheria e la Germania. La Romania vuole acquisire il Banato, la Bukovina e la Transylvania; tre province dell’Austria – Ungheria in cui risiedono molte popolazioni di origine rumena.



Gli alleati vincono la guerra e la Romania riceve i territori che desiderava,come parte delle trattative di pace. Di conseguenza, la Romania raddoppia la propria grandezza e la popolazione. Per la prima volta, il territorio della Romania include la terra in cui vive la maggior parte dei rumeni. I partiti politici liberali reggono il governo della Romania dopo la Ia Guerra Mondiale.

Essi dividono le proprietà di molti “ricchi latifondisti” in piccoli poderi, vendendoli poi ai contadini. Il re Ferdinand muore nel 1927, e suo figlio Carol diviene Re Carol. I liberali vogliono continuare ad aiutare i contadini, ma una depressione mondiale, a cui non è estranea l’azione delle Banche sioniste di Wall Street, iniziata nel 1929, distrugge anche l’economia della Romania. Milioni di rumeni perdono il lavoro, e la miseria si fa sempre più dura nel paese. I problemi economici della Romania, che secondo l’opinione popolare sono causati principalmente dai comunisti e dai loro manipolatori ebrei, inducono molta gente, all’inizio degli anni 30, a volere una nuova leadership autenticamente rumena, non manipolata come il governo di Carol, dagli interessi affaristici Internazionali.

In questo periodo, La Guardia di Ferro creata da Corneliu Zalea Codreanu, si trasforma in un forte movimento popolare. Nei tre anni successivi, la popolarità, il carisma spirituale, ed il potere politico della Guardia di Ferro e del suo Capitano, aumentano a dismisura. Temendo di perdere il potere, Carol compie un colpo di Stato, fa uccidere Codreanu, proscrive la Guardia di Ferro e tutti i partiti politici, e diviene il Dittatore della Romania.



Il Giovane Codreanu


Per liquidare a posteriori un eroe o un guerriero visionario, toccato e mosso dallo Spirito della sua Stirpe, basta raccontarne la storia in maniera greve e piatta, usando a profusione degli aggettivi falsificanti, che la rendano il banale resoconto di una rivoluzione mancata e velleitaria. Scribacchini prezzolati, fin troppo attenti all’uso delle aggettivazioni riduttive e distorcenti, possono allora presentarsi, come arbitri neutrali, in una vicenda umana e spirituale in cui anche la sola parola “Neutralità” suona falsa ed inapplicabile.

Si può allora, parlare di Corneliu Zalea Codreanu come di un qualunque fanatico fascista di inizio secolo, falsificando radicalmente la realtà di un’epoca, e le intime verità di un percorso non solo individuale. Sul Capitano della Guardia di Ferro, a parte la cruda e talvolta incredibilmente scarsa notizia biografica, si trova davvero ben poco; come se si volesse liquidarlo in fretta. Talvolta, però, le immagini d’un volto, e le tendenze d’un’epoca, restituendo l’aura complessiva di un individuo e delle sue idee, dicono cose assai più intense, interessanti, e dirette, della scarna parola scritta, tracciata per seppellirne la memoria nella fossa un’utopia mancata.

Alla fine della Prima Guerra mondiale, Cornelius Zelinski, che assumerà in seguito il nome di battaglia di Corneliu Codreanu, e che è nato il 15 settembre 1899, a Husi presso la città di Iasi in Romania, ha appena 19 anni. Ha alle spalle otto anni di un collegio militare, in cui è entrato ad 11 anni, e vede, come molti suoi coetanei, la sua terra, la Romania, divorata da lotte interne a cui non è estranea l’azione politica internazionalista del bolscevismo russo, allora chiaramente inteso come una rivoluzione di matrice sionistica, anticristiana, ed ebraica. La Rivoluzione Comunista bolscevica di Mosca tenta difatti, in quegli anni, di diffondersi in tutta Europa sotto la maschera di Lotta di classe del Proletariato, ma facendo in realtà, gli interessi dell’Ebraismo Internazionale di Wall Street e di Londra: dei Rothschild, Dei Morgan e dei Rockefeller, che quella Rivoluzione l’hanno finanziata e voluta, come tante altre, per il proprio esclusivo profitto. La Rivoluzione d’Ottobre è gestita da ebrei, finanziata da ebrei, e in essa, I Russi autentici contano meno di nulla.

Per parlare di Codreanu, nato nel 1899 ed ucciso nel 1938, e che nel 1917- 18 ha appena superato l’adolescenza, bisogna quindi tenere conto non solo dei legami culturali ed affettivi del Regno di Romania e del popolo Rumeno con la Russia Zarista, dissolta dalla Rivoluzione Bolscevica, ma, anche del fatto che i primi passi, che hanno portato alla nascita dello Stato d’Israele, Il Movimento Sionista li ha mossi proprio partendo dalla Russia, e dalla Romania. Nel decennio 1870-1880, I gruppi Hoveve’ Zion (gli amanti di Zion), operanti sia in Russia che in Romania, promuovono difatti i primi insediamenti agricoli in Palestina, e, dal 1882 al 1903 si ha la Prima Alià: una emigrazione su vasta scala, proveniente proprio da Russia e Romania, e che comprende molti membri degli Hoveve’ Zion.

La scalata del Sionismo verso la sua Terra di Israele ha delle tappe ben precise; eccole:

Nel 1882 Viene pubblicato il libro “Auto emancipazione” di Leo Pinsker; nel quale egli lancia un appello per la formazione di uno Stato Nazionale Ebraico. I membri del movimento “Bilu”, che invoca la rinascita del popolo ebraico attraverso l’insediamento in Palestina, ormai chiamata già da costoro Terra d’Israele, iniziano ad arrivare nel paese arabo, diventando il primo nucleo organizzato di occupanti -terroristi- pionieri.

Nel 1885 Nathan Bimbaum conia, in una rivista periodica che propaga le idee del movimento Hoveve’ Zion, il termine “Sionismo”. Nel 1890 Eliezer Ben Yehuda, “padre della lingua ebraica moderna”, fonda il Comitato per la Lingua Ebraica, come parte di uno sforzo per fare dell’ebraico una lingua moderna. Nel 1891 Ahad Ha’am visita la Palestina e lancia un appello perchè si crei un centro culturale ebraico.

Nel 1896 Teodoro Herzl, il padre del Sionismo politico, scrive il suo libro “Lo Stato Ebraico”, asserendo che il problema dell’antisemitismo può essere risolto solo con la formazione di uno Stato ebraico di Israele. Il 29 agosto 1897 viene convocato il Primo Congresso Sionistico; si ha l’adozione del programma di Basilea, nel quale si fa appello alla fondazione di una Patria Nazionale per gli Ebrei; nella Terra d’Israele, in Palestina.

Teodoro Herzl, scrive nel suo giornale:

“A Basilea ho fondato lo Stato Ebraico; fra cinquant’anni tutti se ne renderanno conto.”

Viene fondata l’Organizzazione Sionistica, di cui Herzl diviene presidente. Nel 1898 si ha il Secondo Congresso Sionistico, in cui vengono poste le basi per la fondazione del Fondo Ebraico Coloniale, che diventerà in seguito la Banca Anglo Palestinese. L’imperatore Guglielmo II di Germania visita la Palestina e s’incontra proprio con Teodoro Herzl, anch’egli in visita nel Paese.

Nel 1899 Il Terzo Congresso Sionistico adotta uno statuto completo. Il 15 Settembre di quest’anno nasce il nostro Corneliu Zalea Codreanu. Nel 1900, durante il Quarto Congresso Sionistico, vengono discusse la persecuzione dell’Ebraismo Rumeno, ed i problemi dei lavoratori Ebrei in Palestina.

Nel 1901 si ha il Quinto Congresso Sionistico; l’Organizzazione Sionistica instituisce il Fondo Nazionale Ebraico (Keren Kayemet Le Israel) con lo scopo di acquistare terreni nella Palestina ebraica ( ormai definita spudoratamente Terra d’Israele), perché siano “eterno possesso del popolo ebraico”.

Nel 1902 Viene aperto a Gerusalemme l’ambulatorio Sha’are’ Zedek, per fornire servizi sanitari gratuiti alla popolazione ebraica della città. Nel Sesto Congresso Sionistico viene discussa l’offerta del governo britannico di un territorio in Uganda, per l’insediamento ebraico; la proposta provoca una grande divisione nel movimento e, nonostante venga approvata dalla maggioranza dei delegati, sarà poi abbandonata.

Evidentemente, qualcuno ha ben altri progetti. Nel 1903 Viene fondata la Banca Anglo-Palestinese (oggi Bank Leumi’) che diviene il principale Istituto finanziario dell’Yishuv (La Comunita’ Ebraica della Palestina). Viene fondata l’Associazione degli Insegnanti della Lingua Ebraica. Nel 1904 Muore Teodoro Herzl, padre del Sionismo politico. Dal 1904 al 1914, a seguito delle azioni di destabilizzazione attuate dalla Wall Street sionista nei Regni e nelle monarchie europee, e dei relativi Pogrom di reazione, iniziano a giungere gli immigrati della Seconda Alia’, principalmente dalla Russia e dalla Polonia. I nuovi arrivati fondano numerosi nuovi insediamenti agricoli in Palestina.

Nel 1905, al Settimo Congresso Sionistico, David Wolfson viene eletto presidente dell’Organizzazione Sionistica. Nel 1906 Viene aperta a Gerusalemme l’Accademia delle Arti di Bezalel, diretta da Boris Schatz, con lo scopo dichiarato di incoraggiare giovani Ebrei di talento a studiare Arte, ma con l’intento reale di far arrivare in Palestina quanta più giovane forza possibile.

Nel 1907, all’Ottavo Congresso Sionistico, viene presa la decisione di spingere allo scoperto l’azione del Sionismo politico, (con chiari sforzi internazionali per ottenere, dall’Inghilterra, un documento ufficiale per gli Ebrei di Palestina) e con il Sionismo pratico; ovvero con l’insediamento diretto di ebrei nelle terre arabe. Si prende atto del fatto che ambedue le azioni sono necessarie, e che insieme, esse formano un intero.

Nel 1908 Inizia la pubblicazione, a Gerusalemme, di Hazvi’, il primo quotidiano in ebraico. Viene aperta a Giaffa una filiale della Organizzazione Sionistica. Nel 1909, viene costituita l’organizzazione Hashomer, che si assume la responsabilità della sicurezza degli insediamenti ebraici. Si tratta di un primo nucleo di terroristi bene addestrati. Nel Nono Congresso Sionistico, per la prima volta, si ha una rappresentanza dei Coloni Ebrei in Palestina. Nelle vicinanze di Giaffa viene fondata Tel-Aviv, la prima città completamente ebraica dell’era moderna. A Degania, sulle rive del Lago Kinnere (Mare della Galilea o di Tiberiade), viene fondato dai giovani pionieri Ebrei, il primo Kibbutz, combinando l’insediamento agricolo con un regime di vita collettivo.

Nel 1911 Corneliu Codreanu è da un anno nel collegio militare. Al Decimo Congresso Sionistico, Otto Warburg viene eletto presidente della Organizzazione Sionistica. Nel 1913, all’Undicesimo Congresso Sionistico, viene presa la decisione di fondare l’Universita’ Ebraica di Gerusalemme. Gli anni dell’adolescenza di Codreanu, sono quindi anche quelli del più intenso operato sionista, nella sua preparazione degli eventi decisivi che porteranno allo sconvolgimento dell’Europa, ed al possesso ebraico della Palestina araba.

Nel 1914 inizia la Prima Guerra Mondiale, ed in quell’anno l’Europa è ancora prevalentemente Monarchica. Per contare gli Stati Repubblicani, o le cosiddette Democrazie Parlamentari, le dita di una mano sono già troppe; Infatti, ad eccezione di Francia, Portogallo, e Svizzera, tutti gli altri Capi di Stato sono delle teste coronate. Senza contare l’Impero Ottomano, che in Europa possiede ormai solo un lembo di terra, vi sono ben quattro Grandi Imperi, di cui due intercontinentali: Gran Bretagna e Russia.


La Prima Guerra Mondiale ha i suoi artefici nei finanzieri ebrei di Wall Street, i quali hanno tutto l’interesse a far sparire le dinastie regnanti, per sostituirle con le proprie Dinastie del Denaro e del Business. A seguito della Prima guerra mondiale e durante la stessa, perdono difatti la corona alcune tra le più illustri Dinastie Regnanti, come gli Asburgo (Austria-Ungheria più annessi), gli Hohenzollern (Germania) e gli Orlov pseudo Romanov (Russia). Gli Asburgo e gli Hohenzollern se la cavano con l’esilio, Invece, Nicola II, ultimo Zar di “tutte le Russie”, cui tocca di affrontare non solo la Guerra, ma anche la Rivoluzione ebraicobolshceviko- comunista, finisce massacrato con la sua famiglia, nonostante abbia già rinunciato al trono.

Le ragioni reali del massacro, sono quelle del profitto finanziario che queste morti comportano: 250 milioni di dollari, e 150 milioni di rubli oro, che finiscono nelle tasche dei banchieri del sindacato della New York City Bank. All’autocratico Impero Zarista, si sostituisce quello, più vasto, potente e totalitario dei Soviet: longa manu dell’ebraismo internazionale. Nel frattempo, il Sionismo continua la sua opera di devastazione degli Imperi e, dal 1914 al 1917, l’organizzazione ebraica segreta di spionaggio NILI, che opera per conto degli Inglesi contro l’Impero Ottomano, continua ad agire, fino al momento in cui i suoi membri vengono scoperti e catturati dalle autorità ottomane. I motivi di una tale azione ebraica, risultano

evidenti, dato che per l’Ebraismo Internazionale, far crollare l’impero Ottomano significa un grande passo avanti nella possibile acquisizione delle terre di Palestina, che da anni gli Ebrei hanno ribattezzato Terra di Israele.

Nel 1917, in concomitanza con la rivoluzione Russa, 400 anni di dominio Ottomano giungono al termine; con la conquista britannica di Gerusalemme. Il generale inglese Allemby fa la sua entrata nella Città, e il 2 Novembre viene resa pubblica la Dichiarazione Balfour in cui il governo britannico di Sua Maestà, tradendo le promesse fatte gli alleati Arabi, che hanno lottato contro gli Ottomani al fianco di Lawrence d’Arabia, si impegna a dare il proprio supporto per stabilire una Patria Nazionale Ebraica nella Palestina araba.

Sparito l’Impero Ottomano bisogna ora occuparsi a fondo, della Russia Zarista, in cui fin dal 1905 il Sionismo opera attivamente.

Il Kaiser Guglielmo II è a capo della Germania nei primi anni del 1900, ma uomini posti dall’élite ebraica all’interno della sua amministrazione, ne manipolano la politica, come già accade in Gran Bretagna con Milner, e negli Stati Uniti con il Colonnello House. Lassassinio dell’Arciduca Ferdinando, erede del trono austro- ungarico, a Sarajevo, fornisce il pretesto per la guerra, ma il conflitto è stato deciso a tavolino molto tempo prima. Gli Austriaci accusano la Serbia dell’uccisione, e le dichiararono guerra.



L’assassinio viene commesso il 28 giugno 1914, da una Società segreta serba controllata dai sionisti russi, e chiamata la Mano Nera. Ferdinando va a Sarajevo, in Bosnia, con la moglie, e sei assassini gli tendono un agguato, mentre la sua carrozza procede verso il luogo in cui ha un appuntamento. Appena la carrozza li supera, nessuno dei sei riuesce ad ucciderlo, e sembra che l’Arciduca abbia sventato l’attacco. Ma il suo chaffeur sembra confondersi, prende una svolta sbagliata e, alla fine, ferma la carrozza proprio davanti ad uno degli assassini: Gavrilo Princip, un giovane studente ebreo, che coglie al volo questa seconda opportunità.

Ferdinando ha confidato al suo amico, il Conte Czerin, di sapere che la sua vita è in pericolo, essendogli stato riferito, un anno prima, che i Massoni Ebrei avevano deciso di ucciderlo. Nel frattempo, esattamente alla stessa ora, in Russia, a Pokrovskoe, si tenta, senza successo, di uccidere con un coltello Grigory Yefimovitch Rasputin, che è il consigliere più influente dello Zar, ed è contrario alla guerra. È una ben strana coincidenza, che i due assassini entrino in azione esattamente allo stesso giorno ed alla stessa ora; il che spinge a dubitare della casualità della storia. La morte di Ferdinando fa della guerra una probabilità, la ferita di Rasputin la trasforma in certezza, poiché egli era l’unico uomo in Russia in grado di evitarla.

Il Kaiser Guglielmo, spinto dai suoi Consiglieri ebrei, appoggia l’Austria e si fa trascinare alla Guerra che Russia e Francia hanno preparato d tempo. La Grande Guerra si avvia, ed uno dei suoi principali artefici è proprio il Cancelliere del Kaiser, Bethmann-Hollweg, della famiglia di banchieri Bethmann di Francoforte, e cugino dei Rothschild. La Gran Bretagna entra in guerra contro la Germania, e gli Stati Uniti fanno altrettanto, nel 1917.



L’America ha sempre avuto intenzione di entrare in guerra, poiché l’opinione pubblica è stata incitata in questo senso dai mass media. Prima e durante la Prima Guerra mondiale, la grande agenzia di stampa Wolff era di proprietà dell’Istituto di Credito Europeo dei Rothschild, la cui sede si trova a Berlino.

Tra i soci principali troviamo anche il banchiere personale del Kaiser Guglielmo, Max Warburg. La Casa Rothschild compra una partecipazione delle tre agenzie di stampa più importanti d’Europa: la Wolff in Germania, la Havas in Francia, e la Reuters in Inghilterra.

Va ricordato che le Agenzie di stampa sono quelle che forniscono le notizie a tutti gli altri giornali ed oggi, anche a tutte le stazioni televisive; sono esse che fanno la verità e la diffusione di una notizia. I legami fra la famiglia ebrea dei Rothschild, e lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, risultano evidenti e cominciano ad emergere. È parte della strategia dell’élite sionista, coinvolgere gli Stati Uniti e rendere più pressanti le richieste post- belliche di un organismo mondiale, che impedisca le guerre.

Nel 1915, l’affondamento della nave passeggeri Lusitania, fornisce agli Stati Uniti il pretesto per entrare in guerra, proprio come l’assassinio dell’Arciduca Ferdinando lo aveva fornito ai Russi e ai Francesi, l’attacco a Pearl Harbor lo avrebbe dato agli americani, nella Seconda Guerra Mondiale, e l’attacco alle Twin Towers e al Wordl Trade Center di New York, lo ha fornito agli attuali Stati Uniti, completamente ebraicizzati, per l’inizio della loro Terza Guerra Globale: l’11 Settembre del 2001.

La Lusitania entra, senza scorta, in un’area in cui notoriamente operano i sommergibili tedeschi, e la gente a bordo viene sacrificata per soddisfare le spaventose ambizionidei Banchieri Ebrei. Così è stato per Pearl Harbor, e così pure per le Twin Towers, fatte saltare per poter iniziare, con la scusa del terrorismo, di Bin Laden, di Al Quaeda, e dell’integralismo islamico, la propria guerra di conquista neo-coloniale contro i paesi produttori di petrolio. Negli archivi del Ministero del Tesoro statunitense, il presidente Wodroow Wilson occulterà le prove che la Lusitania stava trasportando rifornimenti militari per gli inglesi, e che non era affatto la Nave passeggeri descritta dalla propaganda, per scandalizzare e commuovere l’opinione pubblica americana.

Alfred Gwynne Vanderbilt, della cerchia dell’Establishment Orientale, si trova sul Lusitania quando questa affonda. Prima che la nave lasci New York, gli viene inviato un telegramma in cui lo si ammonisce a non partire, ma, per un disguido, Vanderbilt non lo riceveve, e ciò gli costa la vita. Evidentemente, a New York c’e’ chi sa esattamente cosa sarebbe successo. La stessa cosa si è ripetuta con le Twin Towers, dove alcune operazioni di Borsa segnalano che qualcuno sapeva, anche lì, ciò che sarebbe accaduto.

La manipolazione dell’America in guerra, viene coordinata da tre organizzazioni principali: Il Consiglio della Difesa Nazionale, La Lega Navale, e la Lega per la Pace. Fra i Membri del Consiglio della Difesa Nazionale figura l’agente dei Rothschild Bernard Baruch, che ha più potere di chiunque altro in guerra. La Lega navale è diretta da Morgan, e, fra i dirigenti della Lega per la Pace, figurano Elihu Root, avvocato di J:P Morgan, Perry Belmont, agente americano dei Rothshild, e Jakob Schiff della Khun, Loeb & Co. L’allora vice segretario della Marina, e’ un certo Franklin Delano Roosevelt, che assegna grandi appalti navali, molto prima che si parli dell’entrata in guerra dell’America, così come farà qualche anno dopo, quando diviene Presidente, prima e durante la Seconda Guerra Mondiale.

Un’altra conferma del fatto che la prima Guerra Mondiale è stata progettata a tavolino, per realizzare un piano a lunga scadenza, si ha negli anni Cinquanta, con un’indagine sulla Fondazione Carnegie per la Pace internazionale, affidata dal Congresso statunitense alla Commissione Reece. Questa organizzazione è una delle tante fondazioni che beneficiano dell’esenzione fiscale, fondate dalle famiglie Carnegie e Rochefeller, che contribuiscono a finanziare il piano per il Nuovo Ordine del Mondo. La Guerra è il metodo migliore per alterare la vita di un intero popolo, e, quindi, coinvolgere gli Stati Uniti nella guerra, è il metodo migliore per controllarne ogni altra mossa.

Dato che l’élite sionista controlla il Dipartimento di Stato, è lei a decidere quando e con chi entrare in guerra. Karhryn Casey ha trovato dei documenti, che dimostrano che la Fondazione Carnegie si è adoperata per evitare che la vita americana ritornasse nelle condizioni precedenti alla guerra. Dodd riporta che:

Arrivarono alla conclusione che, per evitare una regressione, dovevano controllare il sistema scolastico, e lo diedero alla fondazione Rockefeler, con l’intento di trasformare l’insegnamento della Storia americana. Così si recarono dai maggiori storici americani dell’epoca, con l’intento di convincerli ad alterare il modo in cui presentavano la materia.



La Rivoluzione Bolscevica in Russia.


Mentre la Prima Guerra Mondiale è ancora in corso, l’élite sionista sta per mettere a segno un altro colpo grosso: la Rivoluzione Russa del 1917. Essa si manifesta allo stesso modo della Rivoluzione Francese. L’Internazionale finanziaria ebraica crea una crisi economica, e lo Zar ne asseconda il gioco, rifiutando di introdurre una democrazia che conferisca potere nominale al popolo, e potere reale ai suoi caporioni ebrei.



Nel 1905, lo Zar viene finanziato dai Rothschild in una guerra contro il Giappone, pensata dagli stessi Rotschild, per indebolire l’economia russa, e gettare i semi del malcontento e della rivoluzione fra la popolazione. I Rothschild dicono allo Zar che finanzieranno la guerra, mentre negli Stati Uniti, la loro compagnia di copertura, la Kuhn, Loeb & Co., sta segretamente finanziando i giapponesi ed i rivoluzionari russi.

Poi, nel 1914 scoppia la guerra con la Germania, durante la quale l’esercito russo viene costantemente indebolito da disservizi mirati nei rifornimenti. Per meglio controllare le gurra, l’élite ebraica, che rifornisce entrambe gli schieramenti in campo, manda, allo schieramento che ha già deciso di far perdere, armi meno potenti, ritardandone per di più a dismisura la consegna. Nel 1915, il Cancelliere dello Scacchiere britannico, e futuro Primo Ministro: Lloyd George, afferma che gli armamenti ordinati dall’esercito russo sono in ritardo di cinque mesi. I russi hanno a disposizione, un fucile ogni sei soldati.

Questo combattere senza armi, attizza il fuoco della rivoluzione, proprio come i banchieri sionisti avevano pianificato; essi vogliono, difatti, demoralizzare i soldati russi per spingerli all’ammutinamento. La compagnia responsabile dei ritardi, e quindi dell’ammutinamento, è la Vickers Maxim, controllata da Sir Ernest Cassel, socio in affari di Kuhn, Loeb & Co.

Il Maggior azionista della Vickers è, ancora una volta, la Casa Rothschild. Il governo britannico manda Lord Kitchener in Russia, a riorganizzare l’esercito, ma egli, per una strana coincidenza, annega durante il viaggio, nel misterioso affondamento dello Hampshire, la nave di Sua Maestà; la notte del 16 giugno 1916.

Intanto in Russia viene fomentato il dissenso, e la prima e più moderata rivoluzione, dopo quella repubblicana del Principe Lvov, prende l’avvio da un massone: Alexander Kerensky. Nicola II ha già abdicato, e salgono al potere Trotsky e Lenin, introducendo il dispotico regime noto come Marxismo- Leninismo. Non si tratta affatto di una rivoluzione russa, ma di un colpo di mano, realizzato dal braccio finanziario statunitense dell’élite sionista ebraica, controllato dai Rothschild.

Leon Trotsky, che si è stabilito a New York dopo essere stato espulso dalla Germania, il 26 marzo 1917 si imbarca per Pietrogrado, sul piroscafo Kristianiafjord, con i 10.000 dollari che gli hanno dato i Rockefeller. Egli ha un passaporto statunitense fornitogli dal Presidente Woodrow Wilson.

Fermato in Canada, Trotsky viene subito rilasciato. Trotsky non è russo, ma ebreo tedesco, e molti dei suoi Rivoluzionari Russi, che sono stati reclutati da lui negli Stati Uniti, sono anch’essi ebrei Tedeschi od Austriaci, che si fanno passare per Russi. Maclean, nel 1918, scrive un articolo che appare sul suo MacLean’s Magazine, in cui dice:


Dapprima gli Inglesi scoprirono attraverso gli alleati russi che Kerensky, Lenin e altri leaders minori erano praticamente al soldo dei tedeschi fin dal 1915, e nel 1916 svelarono i legami con Trotsky, che allora viveva a New York. I servizi segreti inglesi scoprirono che Il suo vero nome era Braunstein, e che era un ebreo tedesco, e non un russo.

Una volta che Trotsky giunge in Russia, lo raggiunge Lenin, che è stato fatto viaggiare in Germania su un treno blindato, ed ha raggiunto la Russia passando attraverso la Svizzera e la Svezia, nell’aprile del 1917, in compagnia di altri Trentadue rivoluzionari bolscheviki. Il viaggio è stato approvato e finanziato dallo Stato maggiore tedesco, su ordine del Comando Supremo. I Tedeschi stanno anche spendendo grosse somme per finanziare la propaganda bolschevika all’interno della Russia.

Nel 1917, Von Kuhmann, il Ministro degli Affari Esteri, anche lui ebreo, dice al Kaiser:

Fu solo dopo che ebbero ricevuto da noi un flusso costante di finanziamenti, attraverso vari canali e sotto varie denominazioni, che i Bolscevichi furono in grado di fondare il loro organo di Stampa e propaganda, la Pravda, per realizzare un’efficace disinformazione e per estendere notevolmente la, allora, limitata base del Partito.

Secondo i piani, la nuova rivoluzione causerà il ritiro della Russia dalla Prima Guerra Mondiale, e la sua Pacificazione con la Germania. Ciò è precisamente quel che accede. Ancora una volta siamo di fronte ad eventi multidimensionali.

I Rivoluzionari Russi, come Lenin e Trotsky, vengono usati per far ritirare la Russia dal Conflitto, a tutto beneficio della Germania, che è gia’ in mano ai banchieri ebrei. L’Elite ebraica inoltre, crea così lo spauracchio del comunismo, per stimolare il contrasto fra comunismo e capitalismo. Trotzky, Lenin ed i loro sostenitori, che in pubblico denunciano i capitalisti, in segreto ricevevano i finanziamenti dai banchieri ebrei di Berlino, Londra, e New York, che finanziano indifferentemente tutte le guerre e le parti, perché l’élite sionista non ha alcuna ideologia politica, ma ne ha una di predominio Razziale, ben precisa.



La loro lotta al capitalismo è rivolta esclusivamente contro il Capitale non- ebreo. Trotzky viene finanziato da Lord Millner e da Michael Gruzenberg, bolscevico, e fidato consulente della Chase National Bank di New York, di proprietà di J.P.Morgan. Quella russa è insomma una rivoluzione Ebrea londinese- newyorkese, in cui il popolo russo, Zar compreso, non è stato che la vittima designata.

Nel 1915, per finanziare la Rivoluzione Russa, viene fondata l’American International Corporation, i cui dirigenti rappresentano gli interessi dei Rockefeller, dei Rothschild, dei Dupont, della Kuhn-Loeb, degli Harriman, e della Riserva Federale. Fra loro figuravano anche Frank Vanderlip, che con il Jekil Island Group crea la Riserva federale, e George Herbert Walker, il nonno del presidente George Bush.

Anche i Rothschild sono direttamente coinvolti nei finanziamenti alla Rivoluzione, tramite la Khun-Loeb & Co., di New York. Banchieri internazionali inglesi, americani, russi, tedeschi e francesi, si incontrano in Svezia, nell’estate del 1917, e decidono che la Kuhn-Loeb depositerà una somma di 50 milioni di dollari sul conto di una banca svedese, ad uso di Trotsky e Lenin.

In un articolo apparso sul New York American Journal, del 3 febbraio 1949, il nipote di Jacob Schiff, afferma che suo nonno ha pagato ai due “rivoluzionari” altri 20 milioni di dollari. Il pagamento ai bolscevichi di 20 milioni di dollari, tramite Elihu Root, avvocato della Kuhn-Loeb, ed ex Segretario di Stato, attraverso uno speciale fondo di guerra, è riportato nel verbale del Congresso del 2 settembre 1919.

Si tratta di un bell’investimento, dato che fra il 1918 ed il 1922, Lenin rimborsa alla Kuhn-Loeb & Co. l’equivalente in rubli di 450 milioni di dollari. Questo non è nulla, se paragonato a ciò che i banchieri che avevano montato l’affare, ricavano sfruttando la terra, l’economia, e il popolo della Russia; rubando l’oro dello Zar, ucciso assieme a tutta la famiglia, in modo che non vi siano eredi che ne reclamino i vasti patrimoni, depositati all’estero, proprio in quelle loro banche che hanno finanziato la Rivoluzione bolscevica ed il massacro della stirpe degli Orlov-Romanov.

Nell’aprile del 1919, il Ministero degli Esteri britannico pubblica un rapporto ufficiale sulla Russia, che rivela che la Rivoluzione è stata organizzata, e finanziata, da banchieri internazionali ebrei. Esso spiega, inoltre, come criminali cinesi siano stati importati per essere arruolati al comando ufficiale dei bolscheviki, in una campagna di terrore contro il popolo russo.

Questo documento viene velocemente ritirato, e sostituito con una versione priva di queste informazioni. Fatta scoppiare la rivoluzione in Russia, l’élite ebraica può impadronirsi del paese, facendo edificare a Lenin e Trotzky un sistema di oppressione dittatoriale, che porta poi alla Dittatura omicida di Stalin, ed ai suoi famigerati e assai letali campi di concentramento.

Le testimonianze del coinvolgimento dell’alta finanza ebraica e degli ebrei nel movimento bolscevico internazionale, sono numerosissime, e ve ne sono anche di parte ebraica. Il Jewish Chronicle di Londra, riportato dalla Morning Post, del 5 febbraio 1920,afferma:

” E’ molto importante per il bolscevismo stesso, che tanti ebrei siano bolscevichi, e che gli ideali del bolscevismo concordino con i più begli ideali del giudaismo. Su un totale di 556 funzionari della Russia Bolscevica, 17 sono russi, 458 sono ebrei, e gli altri sono Lettoni, Tedeschi, Armeni e non Russi dell’ex Impero. “

Una fonte autorevole per questi accertamenti è la Collezione Ufficiale dei rapporti sul bolscevismo in Russia, pubblicata dal Governo Britannico: Foreign Office, N° 1.1919. Eccone alcuni estratti.

1. RAPPORTO DEL CONSOLE BRITANNICO DI EKATERINENBURG DEL 6 FEBBRAIO 1919:

I capi bolscevichi non rappresentano i lavoratori di Russia, ma sono, per la maggior parte, Ebrei.

2. SIR E.HOWARD a M.BALFOUR, 20 AGOSTO 1918:

La maggior parte dei mestatori sono dei fanatici ebrei avventurieri, come Trotzky e Radek.

3. M.ALSTON a LORD CURZON, 23 GENNAIO 1919:

I Bolscevichi formano una casta privilegiata, che terrorizza il resto della popolazione….gli ebrei sono numerosi soprattutto nelle posizioni elevate.

4. IL GENERALE KNOX al WAR OFFICE, 5 FEBBRAIO 1919:

Quanto al massacro della Famiglia Imperiale ad Ekaterinenburg, si ha la prova che esistevano nel Soviet locale due fazioni: una voleva salvare assolutamente la Famiglia Imperiale, l’altro era condotto da 5 Ebrei e due di questi erano irremovibili e risoluti all’assassinio. Questi due ebrei, chiamati Vainen e Safaroff, accompagnarono Lenin nel suo viaggio attraverso la Germania. La guardia della prigione della Famiglia imperiale non comprendeva Russi, ma 10 Lettoni e 3 ebrei.



La sentenza di morte fu letta, alla Famiglia Imperiale dall’Ebreo Yurofsky.

Il TIMES, Giornale notoriamente ebraico, appartenente a Lord Astor, manda espressamente sul luogo dell’eccidio della famiglia Imperiale Russa, un proprio corrispondente, il quale viene in possesso di tutti i documenti legali relativi all’eccidio e raccolti dal magistrato Sokoloff. La versione del Times, dell’Agosto 1920, non è stata mai smentita dai sovietici, nè da alcun altro; eccone due brani:

*Quello che stiamo per narrare è basato sulle prove e sulle investigazioni legali. Ad Ekaterinenburg, in Siberia, nella notte del 16 luglio 1918 ,la Famiglia Imperiale e i suoi familiari, 11 persone in tutto, furono portati in una piccola stanzuccia della casa in cui erano tenuti prigionieri, e là furono uccisi a colpi di revolver; non vi fu processo di sorta contro nessuno degli assassini. Prima della loro morte, i prigionieri furono sottoposti a violenze fisiche tali da costituire una vera e propria tortura morale e fisica. Dopo la loro morte, i loro corpi furono portati in un bosco e completamente distrutti; tutti questi atti furono premeditati e preparati con attenzione elaborata dagli assassini.

La preparazione del delitto iniziò molte settimane prima di ogni avvento di anti- bolscevismo, quindi, né la reazione dei Russi Bianchi, né alcun complotto per liberare i prigionieri, può essere addotto a scusa per giustificare la strage.

” La notizia, data dal governo di Mosca il 20 luglio, quattro giorni dopo, parla della

fucilazione dello Zar come di un atto di necessità, ma afferma categoricamente che l’ex Imperatrice e i fanciulli erano stati portati fuori città; il che è deliberatamente falso, e fu detto per stornare ogni altra investigazione in merito.

I veri autori di questo delitto vanno ricercati nella stretta cerchia del Tsuk e della Oktana Rossa. Molti di loro sono ignoti al gran pubblico, e una buona percentuale dei cento ebrei che vennero dalla Germania in Russia, al seguito di Lenin, e di quell’altro centinaio che vennero da Chicago, possono essere messi in questa galleria, perché tennero, senza dubbio alcuno, la Russia sotto il proprio dominio.

“Quelli che ebbero una parte principale nel dramma imperiale di Ekaterinenburg, furono Saronoff e Voikoff, potenti bolscevichi che occupano un’alta posizione nella polizia e nel Potere; Goloshscekin e l’assassino capo Yurofsky.”

Questi sono fatti, simili a cento altri racconti delle atrocità commesse in Russia dagli Ebrei; eppure nessun Anatole France ha fatto eco al grido angoscioso di queste vittime. Essi riservano i loro appelli accorati all’umanità solo perché ascolti le grida di dolore del popolo ebraico, ma, come ha detto in un breve discorso pubblico l’industriale Henry Ford, a seguito della lettura dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion:

Coloro che si occupano dell’egemonia mondiale ebraica, sanno, in pratica, che l’attuale manifestazione di questa egemonia è esposta nelle 24 Tesi del Libro noto come I Protocolli dei Savi Anziani di Sion. Anche eliminando dal Testo ogni traccia d’origine ebraica, si conserverebbero ugualmente i punti principali di un programma per il Dominio del mondo, quale non se ne è mai visto un altro.

Se realmente questi Protocolli fossero una mistificazione, come i loro detrattori ebrei pretendono di far credere, non vi è dubbio che l’origine sionista ed isreaelitica dell’Opera sarebbe ben più accentuata. Invece, in tutto il libro la parola Ebreo appare solo due volte, viceversa, il complesso dell’opera non permette alcun dubbio sui popoli cui va diretto il diabolico piano: essi sono gli Infedeli, Gojm, e questa sola denominazione annulla ogni dubbio, rispetto allo scopo dei documenti e alla razza che li sta applicando.

C’è un complotto per conquistare il mondo, ordito da un’Internazionale Ebraica, votata a promuovere conflitti internazionali e sollevazioni popolari; a sostenere e coltivare tutte le teorie dissolventi in materia di Religione, Economia, Politica, Vita personale, per minare il consorzio umano degli Ariani o Infedeli, in modo che quando si realizzi il piano definitivo: del predominio globale della Razza Eletta, essi non se ne accorgano nemmeno, e siano già completamente soggiogati.


DICONO I PROTOCOLLI:

Sulle rovine della Nobiltà ereditaria degli Infedeli, noi abbiamo eretto l’Aristocrazia delle nostre classi intellettuali e, in modo speciale, l’Aristocrazia del Danaro.

LA TESI NUMERO 14, DICE:

Nella diversità del modo di sentire e giudicare fra gli Infedeli e Noi, è chiaramente visibile il suggello della nostra elezione a Popolo Prediletto, ad esseri umani perfetti di fronte agli infedeli, che posseggono solo uno spirito istintivo e animalesco. Essi osservano ma non sono capaci di riflettere, e se inventano qualcosa, si tratta sempre di oggetti materiali. Da ciò risulta inequivocabilmente che la natura ha predestinato noi a dominare e guidare il mondo; ciò si è verificato fin dai Tempi più lontani e, per definire con chiarezza i due grandi settori che formano l’umanità, affermeremo che tutti i non ebrei debbono essere considerati infedeli.



Ecco quindi il contesto politico, culturale, spirituale ed emotivo, in cui cresce e si forma il Nostro Corneliu Zalea Codreanu. Nel 1918 egli ha 19 anni, e certo i terribili fatti di Russia, l’Uccisione di Raputin, l’Eccidio della famiglia Imperiale ad Ekaterinemburg, la strisciante avanzata del comunismo in Romania, le manovre degli Ebrei di Wall Street, le notizie dei massacri portate in Romania dagli scampati all’Eccidio dei nobili e degli intellettuali russi, non lasciano lui, monarchico cristiano ortodosso, e mistico per vocazione, per nulla indifferente.

Del resto, in quello stesso, 1918, soprattutto grazie agli sforzi di Vladimir (Zeev) Jabotinsky, viene costituita la Legione Ebraica; una unità militare di volontari Ebrei, che combattono per la liberazione di Erez Israel dal dominio turco, sotto l’egida dell’esercito britannico. Forse nasce da queste notizie sconvolgenti la sua prima idea di costituire una Legione ariana dell’Arcangelo Michele, che difenda la cristianità da questi nuovi Tartari.

Fra il 1918 e il 1933, la marcia del sionismo si fa assai serrata. Nel 1918 si ha il Primo incontro di Chaim Weizmann (allora Capo della Commissione Sionistica inviato dalla Gran Bretagna in Palestina, e successivamente primo Presidente dello Stato di Israele), con l’Emiro Feisal, capo del movimento nazionalista arabo. Nel 1919 Weizmann e l’Emiro Feisal sottoscrivono un accordo di stretta collaborazione fra i loro movimenti nazionali; l’accordo viene in seguito ripudiato dagli Arabi nazionalisti. Nel 1919-1923 si ha la Terza Aliyà, che comprende per lo più giovani provenienti dalla Russia con forti convinzioni Sioniste e socialiste.

Non è quindi strano che Corneliu Codreanu veda negli Ebrei la causa principale della rovina morale, spirituale, e politica della Romania e dell’Europa. Le prove, sono sotto gli occhi di chiunque voglia vederle, ma lui è deciso a fare qualcosa di diretto; non politico, ma militare e mistico. Codreanu è per formazione e carattere, un militare, e quindi pensa in termini militari, e non come un politico.

Le sue azioni saranno sempre quelle di un capitano, o di un capo legione, mai quelle di un politicante di mestiere. Ora, a ben vedere, le azioni militari, quali che siano i presupposti ideologici di chi le attua, prevedono sempre l’eliminazione fisica del nemico.

Per Codreanu, come per Mussolini, Hitler, e molti altri in Europa, il nemico sono gli Ebrei Internazionali di Wall Street, ed i loro entusiastici sostenitori in tutta Europa: i Comunisti ebrei o ebraicizzati, e gli ebrei per razza e credo. Con un nemico come quello che ha attuato carneficina dei Nobilii e dei Religiosi Russi, con l’Ebreo bolscevico, eterno carnefice mascherato da vittima, Codreanu non vuole scendere a patti, non vuole filosofeggiare o trovare dei compromessi vantaggiosi; lui userà qualsiasi mezzo a sua disposizione per eliminare, almeno dal suo paese,il cancro degli Ebrei.



Una volta compreso che si è in guerra, e che la lotta è all’ultimo sangue, non è più possibile temporeggiare od esitare, bisogna AGIRE, e nel farlo, riportare le minori perdite possibili. Dato che l’avversario ebraico è assai deciso, nel suo percorso di distruzione delle Entità Regali, Imperiali, Tradizionali, e Spirituali della razza ariana -come dimostrano i fatti di quegli anni- bisogna essere altrettanto decisi, e non concedere a questo nemico subdolo e sfuggente, la minima possibilità di scampo.

Se i Sionisti Ebrei cercano di dominare il mondo, usando le masse dei Proletari ignoranti, indottrinandoli con le teorie dell’Ebreo Karl Mordechai Marx, e dell’altro Ebreo Engels, che in privato sfrutta proprio i lavoratori tessili di nove anni, delle filande inglesi, bisogna smascherarli, e se possibile, eliminarli fisicamente.

Che Codreanu come Hitler, Mme Blawatskij, Neville Chamberlain, Henry Ford, e molte altre teste pensanti dell’epoca, veda nell’Ebreo Internazionale che finanzia a proprio vantaggio tutte le cosiddette Rivoluzioni Proletarie, un vero e proprio Cancro Spirituale in piena diffusione metastatica, può meravigliare o colpire sfavorevolmente solo chi sia in perfetta malafede.

Ancor oggi, le manovre dell’Ebraismo sionista sono più che evidenti, appena celate da una patina di generale sdegno pro-semita. Attualmente dire apertamente la verità sulle manovre ebraiche per il possesso del mondo, e svelare i maneggi delle Dinastie Ebraiche della finanza, nelle questioni di Guerre e danaro, è diventato difficile e individualmente rischioso. Nel 1920 la cosa era non solo possibile, ma anche doverosa, e Codreanu non mancava certo di coraggio.



Corneliu Codreanu fonda il suo primo partito appena ventenne, e questo non ne fa affatto il fanatico fascista delle frettolose biografie mediatiche che lo riguardano, ma. semmai, un enfant prodige delle lungimiranza politica, e un predestinato alla lotta spirituale contro il male giudaico. Che abbia avuto per mentore e protettore il professor Alezandru Cuza, testimonia del fatto che il vecchio docente aveva la vista lunga, e sapeva distinguere ed apprezzare, fin dall’inizio e sul nascere, i giovani uomini di buona razza.

Secondo la piatta biografia, nel 1922 Corneliu Codreanu si reca in Germania per un anno di studi, e restando in quel paese fino al 1923, certamente vive assai da vicino l’ascesa dei movimenti nazionalisti, e la loro lotta serrata contro il Bolschevismo ed i suoi emissari ebrei in Germania: Rosa Luxemburg e Karl Lienknecht, del gruppo degli Spartachisti. Basta un’occhiata alla cronologia di quegli anni per capire quale sia stata l’atmosfera vissuta in Germania dal giovane Codreanu.

1919. Nel Gennaio del vengono uccisi Rosa Luxemburg e Karl Lienknecht, i maggiori esponenti del cominismo bolscevivo ebraico in Germania. Nello stesso Gennaio si ha la vergognosa conferenza di pace di Versailles, pilotata dagli ebrei e che distrugge completamente l’economia Tedesca. In Febbraio viene promulgata la nuova costituzione della Repubblica di Weimar. Fra il 7 aprile e il 2 maggio i Corpi franchi annientano la Repubblica ebraico-comunista dei Consigli di Baviera.



1920. Il 6 giugno si fanno le elezioni del Reichstag, e si ha la prima decisa svolta politica a destra. In Agosto nasce il Partito Nazionalsocialista Operaio Tedesco. Hitler intensifica le operazioni delle sue S.A, le Sturm Abteilungen (sezioni d’assalto): un’organizzazione paramilitare da lui fondata poco dopo la fine della prima guerra mondiale, e che hanno lo scopo di contrastare le forze della sinistra bolschevika. Per quanto riguarda I Sionisti, in quell’anno i difensori di Tel Hai (situata al nord di Israele), guidati da Yosef Trunmpeldor, subiscono gli attacchi arabi, divenendo il simbolo della difesa ebraica.

Il Consiglio Supremo della Conferenza di Pace di San Remo, decide di conferire alla Gran Bretagna il Mandato per la Palestina. La comunità ebraica tiene le elezioni per la Asefat Hanivcharim (Assemblea degli Eletti), l’autorità suprema per la conduzione dei propri affari interni.

La Asefat Hanivcharim elegge il Vaad Leumì (Il Consiglio Nazionale), che a sua volta sceglie un esecutivo che si occupi degli affari relativi alla politica, all’educazione,alla sanità, al benessere sociale ecc.. Viene fondata la Haganà, l’organizzazione terroristica clandestina di “difesa” ebraica.

L’Ebreo Sir Herbert Samuel viene nominato primo Alto Commissario Britannico, e Chaim Weizmann viene eletto presidente dell’Organizzazione Sionistica. Viene fondato il Keren Hayesod, il braccio finanziario dell’Organizzazione Sionistica Mondiale, responsabile della raccolta dei contributi in tutto il mondo. L’Ebraico diventa la lingua ufficiale del paese.

Viene fondata l’Histadrut (Federazione Generale del Lavoro) che unisce tutti i lavoratori del paese. La sua funzione è sia quella di un sindacato quanto quella di intraprendere un’ampia gamma di attività economiche e sociali. Nel 1921 Inizia in Germania un lungo periodo di recessione economica, manovrata dalla finanza internazionale Ebraica e conseguente anche alle inique clausole del Trattato di Versailles. In Palestina scoppiano dei moti anti ebraici da parte degli Arabi – scoppi di violenza a Giaffa, Rehovot, Petach Tikva, Hedera ed altri luoghi che provocano nella popolazione ebraica la morte di 47 persone e molti feriti, e in quella araba, migliaia di morti.

Le autorità mandatorie istituiscono il Capo Rabbinato; il Rabbino Avraham Isaac Hacohen Kook viene nominato primo Rabbino Capo Ashkenazita di Palestina, ed il Rabbino Yaakov Meir primo Rabbino Capo Sefardita, con il titolo di Rhishon Le’Zion. Viene fondato Nahalal, il primo Moshav, il quale con una struttura cooperativa e comunale, permette una maggiore indipendenza d’azione alla comunita’ ebraica. Al Dodicesimo Congresso Sionistico per la prima volta viene eletto, nell’esecutivo, un rappresentante dei lavoratori della Palestina.

1922. La Lega delle Nazioni conferma il Mandato Britannico per la Palestina, citando nel preambolo del documento mandatorio, la Dichiarazione Balfour.

Il Consiglio della Lega delle Nazioni e la Gran Bretagna decidono che le disposizioni relative ad una Patria Nazionale Ebraica non sono applicabili all’area ad est del fiume Giordano – i tre quarti del territorio incluso nel Mandato, che diventerà, in seguito, il Regno Hashemita di Giordania.

Su iniziativa di Pinchas Rutenberg viene fondata la Compagnia Elettrica di Palestina. Viene pubblicato il Libro Bianco di Churchill, il quale dà un interpretazione restrittiva della Dichiarazione Balfour e pone una limitazione all’immigrazione ebraica. Le autorità mandatorie britanniche promulgano il Palestine Order in Council; un ordinamento che rappresenta, di fatto, una Costituzione.

1923. L’11 Gennaio, si ha l’occupazione franco-belga della Ruhr. Fra aprile ed agosto, l’inflazione giunge al 1.000.000 % al mese, e si ha il crollo totale del marco. In novembre c’è il Putsch di Hitler a Monaco. Sono posti fuorilegge sia il partito Comunista che quello Nazionalsocialista. Durante il Tredicesimo Congresso Sionistico si hanno lunghe discussioni riguardantil’Organizzazione Sionistica, che inizia da quel anno a svolgere le funzioni di Agenzia Ebraica.

Corneliu Codreanu torna in Romania nel 1923, quando Hitler viene arrestato, e assieme al suo professore Alexandru Cuza, fonda la Lega di difesa del Nazionalismo Cristiano, che si dà per programma la Rinascita spirituale del popolo romeno, e la lotta senza quartiere contro il comunismo e gli ebrei, visti giustamente come i capi occulti della Sinistra militante: in Romania come in Russia. Il nome scelto per il movimento, dice già molto, e puntualizza principalmente il fatto che c’è qualcosa o qualcuno da cui i Cristiani di Romania, che intendano restare tali, devono difendenrsi.

Questo qualcuno sono, ovviamente, gli Ebrei installatisi in Romania, a cui il 28 marzo del 1923, un decreto anticostituzionale, che modifica la Legge Rumena, conferisce la cittadinanza. La reazione di Codreanu e di Cuza, come di tutti i Rumeni, cristiano ortodossi, è violentemente contraria. Per quale motivo e sotto quali pressioni, il Re Ferdinando abbia modificato la costituzione del suo Paese, per permettere agli ebrei di diventare cittadini dello Stato a tutti gli effetti, risulta assai chiaro, e la Risposta di Codreanu e Cuza è scontata: questi eventi sono la prova evidente del fatto che il Governo Rumeno e completamente manipolato, come già la Repubblica di Weimar in Germania, dagli interessi ebraici. Bisogna fare quindi, della

Lega di Difesa Cristiana, un movimento d’azione militare, che possa compiere sul territorio dellevere e proprie azioni belliche.


1924 Adozione del Piano Dawes in Germania. Nel frattempo, il sionismo internazionale fa ulteriori passi nella conquista della Palestina: nello stesso 1924 Il Rabbino Kook fonda la Yeshivà Merkaz Harav. Viene fondato ad Haifa il Technion – Istituto Israeliano di Tecnologia, con lezioni condotte in Ebraico. Inizia la Quarta Aliyà, comprendente persone appartenenti ad una classe sociale media, principalmente dalla Polonia, che vanno ad inserirsi in città.

1925. Trattato di Locarno. Nello stesso 1925 si inaugura l’Università Ebraica di Gerusalemme sul Monte Scopus; alla cerimonia di apertura partecipano Chaim Weizmann e Lord James Arthur Balfour. Viene aperta sul monte Scopus a Gerusalemme, come parte dell’Università Ebraica, la Biblioteca Nazionale Ebraica ed Universitaria, la biblioteca nazionale di Israele e del popolo ebraico. Quattordicesimo Congresso Sionistico; il dibattito s’incentra sullo sviluppo sull’onda della Quarta Aliyà e sull’incoraggiamento dell’imprenditoria privata. Gli ebrei rumeni, ormai cittadini a tutti gli effetti, prendono molto sul serio queste direttive, e le loro manovre finanziarie provocano parecchi disordini di piazza.

Nei moti, il governo prende le difese dei possidenti ebrei contro gli stessi cittadini rumeni, e, il 25 ottobre 1925, in uno scontro a fuoco con le forze dell’ordine, Codreanu fulmina con una revolverata il capo della polizia di Iasi, che, evidentemente, non solo non stava dalla parte dei dimostranti rumeni, ma difendeva gli interessi ebraici con esagerata veemenza.

L’omicidio è chiaramente un gesto di legittima difesa, tanto che Codreanu viene condannato per quel fatto, in tempi di pena di morte certa, e da un tribunale regio non certo simpatizzante per la sua causa, alla reclusione di soli 7 mesi.



C’è uno strano parallellismo, poco notato dagli storici ufficiali, fra le sue vicende e quelle di Adolf Hitler. Anche Codreanu, in carcere ha il tempo e l’agio, come Hitler, di riflettere sugli eventi mondiali e sulle loro cause, palesi ed occulte, giungendo press’a poco alle stesse conclusioni, e consolidando le proprie posizioni antisioniste ed anti ebraiche.



Con le preghiere ed i digiuni egli approfondisce anche il suo intimo sentire Cristiano, che già è alla base della sua sensibilità e del suo carattere. In questo periodo, Corneliu Codreanu vive una serie di esperienze spirituali e di visioni mistiche molto intense, che lo portano a percepire chiaramente la Presenza e la voce dell’Arcangelo Michele.

In seguito a queste introspezioni ed a queste visioni profetiche, in Codreanu l’idea che la Romania abbia un compito spirituale preminente da svolgere, nel tessuto mondiale, e che potrà svolgerlo solo dopo la sua Rinascita Cristiana, e la cacciata degli Ebrei dal paese, diviene una assoluta ed inalienabile certezza. Uscito di prigione fonda il movimento d’azione cristiana Fratelli della Croce, sul modello organizzativo delle S.A. Hitleriame.

Questo gruppo incontra l’immediata opposizione delle autorità, che ben presto lo sciolgono d’autorità. Codreanu non si dà per vinto e, il 24 Giugno 1927, fonda, come Capitano, la Legione dell’Arcangelo Michele, che opera come ordine militare e monastico, con azioni di guerriglia assai determinate. La più famosa di queste operazioni belliche è la cacciata degli Ebrei di Odessa, e l’incendio della Sinagoga di quella città.

Nel 1929, al Sedicesimo Congresso Sionistico; viene costituita l’Agenzia Ebraica, secondo quanto fissato nel Mandato Britannico, per dare alla comunità ebraica di Palestina una rappresentanza di fronte alle autorita britanniche, ai governi stranieri, ed alle organizzazioni internazionali (dal 1923 queste funzioni erano state espletate dall’Organizzazione Sionistica  in Palestina). Vi sono tumulti degli Arabi in tutto il paese, e ad Hebron vengono uccisi 70 ebrei ed un numero imprecisato di arabi.

A Gerusalemme, Tel Aviv, ed Haifa gli attacchi vengono contrastati dalle forze delle squadre di terroristi militarizzati della Haganà, operanti in Palestina da ormai nove anni. Forse non è solo una coincidenza, se proprio in quello stesso anno, La legione dell’Arcangelo Michele cambia il proprio nome in Guardia di Ferro. Alla morte di Re Ferdinando, il debole governo di reggenza è particamente nelle mani dei faccendieri ebrei, naturalizzati romeni, e la salita al trono di Carol II, nel 1930, non migliora affatto la situazione.

Codreanu accresce con grande successo di partecipazione, l’Ordine monastico e guerriero che costituisce il Nucleo interno ed il cuore della Legione: La Guardia di Ferro, (“Garda de Fier”), a cui aderiscono anche molti intellettuali, come Emil Cioran e Mircea Eliade. Le università sono il tradizionale vivaio dei movimenti giovanili antiebraici, e da esse provengono molti giovani, disgustati dalla politica corrotta del governo di Carol II.

In marzo in Germania si ha il governo Bruning, che durerà fino al maggio 1932. Il 20 giugno, la Guardia di Ferro e una realtà rumena con cui il governo deve fare i conti, dato che si accentuano le azioni di netta opposizione antibolshevika ed anti ebraica. Il 14 settembre, in Germania, alle elezioni per il Reichstag, il Partito Nazional Socialista ottiene il 18,3% dei voti.

Ciò che rappresenta una assoluta novità, è il tipo di antiebraismo spirituale espresso dalla “Guardia di Ferro”. Si tratta di un vero e proprio “odio mistico”. Tale posizione nasce dalla personalità stessa di Codreanu, che del movimento è, oltre che il fondatore anche il Capo. Codreanu ritiene, in primo luogo, che gli Ebrei siano del tutto non assimilabili, non all’interno della nazione romena intesa come Stato, ma all’interno dello “spirito stesso della Romania”.

Questo “spirito” è la caratteristica di base del pensiero religioso di Codreanu, che divide, come I Catari ed i Bogomili, il mondo in un campo di lotta fra forze del Bene e del Male.



Il “Bene” è rappresentato dalle masse contadine, pure per definizione, in quanto non mescolate ed imbastardite, e dalla fede cristiana. Il “Male” è presente in ciò che nega questi valori di essenziali: l’antiromanticismo, il materialismo comunista, la framassoneria, e soprattutto, l’ebraismo che vuole distruggere ogni ideale ariano.



La “Guardia di Ferro”


È l’approccio giudaico, razionalista e materialista della realtà, che la “Guardia di Ferro” rigetta in toto. Forza ideatrice e motrice del razionalismo dissolvente, antitradizionale e spiritualmente corrosivo, viene considerato a ragione, l’ebraismo internazionale: che è il negatore sia della fede cristiana, intesa come fratellanza universale e come Ecumené, che della intrinseca santità e sacralita’ della terra e della stirpe.

L’esempio allora più che evidente, è lo sfruttamento dissennato, ma assai proficuo per i latifondisti ebrei, delle grandi foreste della Carpazia. Negli anni Trenta, il governo romeno decide un’azione di disboscamento, per favorire una ipotetica crescita economica del territorio, e un reale enorme profitto per i latifondisti e per i capitalisti stranieri. Codreanu si oppone violentemente a questo progetto, che egli vede, chiaramente, come una congiura capitalistica di matrice ebraica.

Nell’albero che viene abbattuto, la “Guardia di Ferro” vede non una possibilità di crescita industriale, ma solo un profondo “disprezzo per la terra romena”.

Del resto, l’ideologia della “Guardia di Ferro”, s’inserisce perfettamente nell’antiebraismo tradizionale dell’Est europeo, che dopo la fine degli Orlov-Romanov e dell’Impero Russo, non può trovare replica. Tutte le ideologie apparentemente libertarie e progressiste, siano esse capitalismo, comunismo, socialismo, o rivoluzione industriale, sono da considerarsi per quello che hanno dimostrato di essere in realta: nocive e pericolose manovre dell’ebraismo internazionale.

Ogni movimento ideologico che non sia innestato in un nazionalismo di stirpe, vissuto come impulso spirituale e religioso, e che non si fondi sulla tradizione popolare, o sull’idealismo culturale e razziale ariano del popolo Romeno, è da considerarsi come un fenomeno di matrice giudaica.

A tutto ciò, va aggiunto che Codreanu era pienamente al corrente di un progetto ebraico, alternativo allo Stato sionista di Israele in Palestina: la costituzione di una “Nuova Palestina”, che doveva estendersi sulla Moldavia, la Bessarabia e la Bucovina.

Nel dicembre 1930, la Guardia di Ferro tenta di eliminare il direttore del giornale bolsheviko DIMINEATA. In seguito a ciò, l’11 gennaio 1931, il governo scioglie d’autorità il movimento di Codreanu, arrestandone gli aderenti e mettendo in carcere, per due mesi lo stesso Capitano. Nello stesso 1931, gli ebrei fondano la Ezel, un’organizzazione di difesa e di resistenza clandestina, composta per lo più da elementi sionisti revisionisti.

Nel Diciassettesimo Congresso Sionistico, il dissenso sul livello di cooperazione da tenere con il governo britannico, porta alla scissione fra Revisionisti e gli altri partiti rappresentati nell’Organizzazione Sionistica; Nachum Sokolov ne viene eletto presidente. Uscito dal carcere, Codreanu inizia un’ intensa attività di propaganda, e la sua popolarità diviene enorme, grazie ai suoi Discorsi pubblici ricchi di ardente fede cristiana e invocanti la rigenerazione spirituale della nazione.

Un aiuto involontario, gli viene anche dalla politica di Re Carol II, sempre più colluso con le forze dell’Ebraismo internazionale, che allora è nel mirino di tutte le teste pensanti, e di tutti i fascismi d’Europa. Il 10 giugno 1931, il movimento di Codreanu partecipa alle elezioni, senza ottenere seggi, ma il 31 agosto, Codreanu viene eletto deputato del distretto din Neant, riuscendo ad entrare in parlamento.

Forte di questa sua presenza, egli usa l’aula parlamentare come una tribuna da cui lanciare i propri appelli alla nazione; le proprie istanze spirituali di rinnovamento popolare, e le proprie convinte asserzioni rispetto al ruolo dell’Ebraismo sionista nelle vicende della politica mondiale, Europea e Rumena.


Simultaneamente a cio; la Guardia di Ferro viene fatta segno di continui attacchi terroristici, a cui risponde, colpo su colpo. Nel marzo del 1932, il governo fantoccio di Carol II scioglie, per l’ennesima volta, le formazioni della Guardia di Ferro, dichiarandola illegale. Ciò non ostante, Codreanu si presenta alle elezioni dell’estate, cogliendo un grande successo elettorale, e portando in Parlamento 5 deputati.



In Germania, nello stesso anno 1932 si hanno, in Marzo/Aprile, le elezioni presidenziali in due turni: Hitler ottiene rispettivamente il 30,1% ed il 36,8% dei voti. Da maggio a Novembre si ha il governo Von Papen. Il 31 Luglio, alle elezioni per il Reistag, il Partito Nazional Socialista raggiunge il 37,4% dei voti e diventa il primo partito della Germania. In Novembre, alle nuove elezioni per il Reichstag, i Nazionalsocialisti ottengono il 33,1% dei voti. Il 2 dicembre si ha il governo Schleicher, che resta in carica fino al gennaio 1933.

La Compagnia Teatrale Habima, che produce opere teatrali originali in ebraico, si stabilisce a Tel Aviv. L’entrata nel governo non modifica affatto le posizioni di Codreanu, e non diluisce il suo impegno nella Guardia di Ferro, che continua a combattere senza quartiere i propri nemici spirituali e politici. Il confronto fisico è diretto e spesso mortale, e. per un anno e mezzo, Codreanu e i suoi sitrovano al centro di attentati e tentati omicidi, cui rispondono con tempestività.

Il clima si fa rovente e, il 10 dicembre 1933, il governo del Primo Ministro, Duca, scioglie, per l’ennesima volta, la Guardia di Ferro, arrestando e incarcerando migliaia di aderenti, e costringendo Codreanu a darsi alla macchia per non essere catturato ed ucciso. Come risposta diretta a queste azioni, il 29 dicembre 1933, tre militanti della Guardia di Ferro uccidono, giustiziandolo, il responsabile delle epurazioni: il Presidente del Consiglio dei Ministri Duca.

Adolf Hitler sale al potere in Germania. In Germania, nel gennaio 1933 Adolf Hitler è a capo del Governo. La reazione di Carol II si fa isterica, determinata all’eliminazione fisica di Codreanu.



Nel 1933 al Diciottesimo Congresso Sionistico, il conflitto fra laburisti e revisionisti continua. Inizia la Quinta Aliyà, che durerà fino al 1939, e che proviene principalmente dalla Germania. Essa include molti accademici e liberi professionisti, che si stabiliscono nelle città e cittadine palestinesi, portando con se un ingente flusso di capitali.

In Germania, il 27 Febbraio 1933 si ha l’ incendio del Reichstag e le prime repressioni contro i partiti di opposizione. In Marzo, I Nazional Socialisti ottengono il 43,8% dei voti e, il 24 Marzo, Il Reichstg concede i pieni poteri ad Adolf Hitler. Il 31 Marzo viene approvata la Legge contro l’autonomia dei Lander. Il 1° Aprile inizia il boicottaggio delle attività degli ebrei in Germania. Il 7 Aprile, inizia l’epurazione degli ebrei dall’apparato burocratico e statale germanico.

Si costituisce la Gestapo, e, in Giugno- Luglio, si ha lo scioglimento di tutti i Partiti, ad eccezione di quello Nazional Socialista. Il 20 luglio viene stipulato il Concordato con la Santa Sede.

Riuscito a scampare alla repressione violenta del Suo Ordine, Codreanu affianca alla Guardia di Ferro un nuovo organismo: un Partito che può partecipare legalmente alle elezioni; il “Totul Pentru Tara”, Tutto per il Paese, la cui presidenza viene affidata all’ex generale Gheoghe Cantacuzino.

Questo tentativo di legalizzare il movimento, provoca una reazione violenta, e Codreanu scampa, nel 1934, ad un tentativo di avvelenamento, messo in atto dal suo stesso vice: Mihail Stelescu. Questo attentato sancisce l’infedeltà di una parte consistente delle Guardie di Ferro, e chiarisce, anche a Codreanu, che egli è ormai sulla lista dei “Cadaveri viventi” dell’Internazionale Ebraica, che, evidentemente, puo’ penetrare fin nelle piu’ intime fibre del suo stesso Ordine.

Per una curiosa coincidenza, anche in Germania il movimento Hitleriano subisce una spaccatura e, proprio il 30 giugno di quello stesso 1934, si ha la Resa dei conti di Hitler con le SA di Rohm. Il Capitano comprende che se non internazionalizza il suo movimento, collegandolo a quelli Hitleriano e Fascista, il suo destino è segnato.

Negli anni fra il 1934 e il 1937, si ha quindi, il suo deciso avvicinamento alla Germania Hitleriana, ed al Fascismo Italiano di Mussolini. Questi legami tardivi sono però resi precari da molti fattori. In primo luogo i “Guardisti” sono orgogliosi di essere stati gli anticipatori delle tendenze razziali anti ebraiche, che solo successivamente si manifestano in Germania. In secondo luogo, Codreanu è convinto che il Nazional Socialismo si esaurisca nel solo concetto di “razza ariana”, trascurando a torto la religione Cristiana.

La “Guardia di Ferro” intuisce che il Nazismo di Hitler diventera’, esso stesso, la nuova “Religione Hitleriana”. Ormai gli avvenimenti Europei ruotano attorno ad Adolf Hitler e alla Germania del Terzo Reich. Dopo l’epurazione delle S.A., il 2 agosto, Hitler diviene Presidente del Reich.

Nel Marzo del 1935 viene reintrodotta la coscrizione obbligatoria, e appaiono le prime Leggi di Norimberga contro gli ebrei. Nel 1936 viene stilato il Manifesto di Parigi, e Nel Dicembre dello stesso anno, si costituisce la Hitlerjugend, o gioventù hitleriana.



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Negli anni tra il 1934 ed il 1937, Codreanu , impressionato ed ammirato per la crescita e la presa di potere del Nazional Socialismo in Germania, accelera la trasformazione del suo movimento in partito legale. Codreanu lancia messaggi di rassicurazione all’esercito e ai moderati. Il 26 gennaio 1937 sostiene pubblicamente che “Il movimento legionario non indulgerà mai nell’idea di servirsi di un complotto, o di un colpo di Stato, per giungere alla vittoria. Il movimento legionario può vincere solo per il compiersi di un processo interno: di una presa di coscienza della Nazione Romena.

” La vittoria che otterremo in questo modo, sarà così fulgida che non accetteremo mai l’idea di sostituirla con una vittoria a buon mercato, sorta da un complotto o da un colpo di Stato”.

Il processo di “legalizzazione” della Guardia di Ferro, si sviluppa contemporaneamente all’ eliminazione dell’ala meno dura del movimento, e ad un sempre maggiore collegamento con il fascismo italiano ed il nazismo tedesco. Il 30 novembre 1937, Codreanu dichiara esplicitamente i suoiprogrammi in politica estera:

“Sono per una politica estera romena al fianco di Roma e Berlino, al fianco di quegli Stati che hanno compiuto rivoluzioni nazionali contro il bolscevismo ed i suoi burattinai. Quarantotto ore dopo la vittoria del Movimento Legionario, la Romania avrà una nuova alleanza con Roma e Berlino, ed inizierà il cammino verso la sua missione storica nel mondo, per la difesa della croce, della cultura e della civiltà cristiana”.

La “legalizzazione” del movimento e i fondi provenienti dall’Italia e dalla Germania, sono le carte vincenti per le elezioni che si tengono il 20 dicembre 1937. Il partito ottiene il sedici per cento dei consensi, e sessantasei seggi al Parlamento.

Queste sono anche le ragioni reali che sanciscono la sua condanna a morte. Con la vittoria di Codreanu sparisce il governo fantoccio di centro sinistra, e del ministro Titulescu, che si è protratta dal 1932 al 1936. Il nuovo governo è costituito dall’ alleanza tra il Partito Nazional Cristiano di Alexandru Cuza, (il vecchio professore di Codreanu) e il Partito Nazionale Contadino di Octavian Goga.

Il nuovo Governo opera, in politica estera, un ravvicinamento alla Germania nazista, e vara una politica decisamente antiebraica, ripristinando la vecchia Costituzione, e togliendo la cittadinanza Rumena a quasi 200.000 ebrei, che nel frattempo l’avevano acquisita.

La cosa non passa inosservata, e Francia e Gran Bretagna reagiscono violentemente e vistosamente, contro l’azione anti ebraica di Goga, muovendo le loro pedine all’estero, e Re Carol stesso, che viene finanziato ampiamente dagli ebrei. All’inizio del 1938, dopo aver incontrato Hitler a Berlino, Carol comprende che la “Guardia di Ferro” puo’ rappresentare una pericolosa alternativa al suo potere personale, quindi al suo rientro in patria, agisce con estrema determinazione.



Il governo Goga rimane in carica per soli quarantaquattro giorni, e Il 10 Febbraio 1938, Goga è costretto a presentare le sue dimissioni al Re, che incarica il Patriarca Miron Cristea di formare un nuovo governo di transizione, che deve, stavolta, essere totalmente manovrabile. Due giorni dopo, il re, temendo una reazione popolare, con un colpo di Stato istituisce una dittatura reale, annullando la Costituzione, sopprimendo i partiti, e creando un partito unico: il “Fronte della Rinascita Nazionale”.

Carol II, con questo “golpe”, sostenuto dalle Potenze Internazionali, intende sia obbedire ai suoi finanziatori ebrei, riavvicinadosi a Francia e Gran Bretagna, che scongiurare il fatto che l’Ungheria, ormai entrata nel novero delle potenze fasciste d’Europa, possa rivendicare ed ottenere il possesso della Transilvania.

Il pericolo maggiore per Carol è ora costituito da Corneliu Codreanu, che può contare sull’appoggio incondizionato delle Potenze dell’Asse. Temendo che i Nazional Socialisti possano rovesciarlo a favore di Codreanu, Il 17 aprile 1938, su ordine del Re, Codreanu viene arrestato insieme a migliaia di Guardie di Ferro. Il 9 Novembre del 1938, in Germania si ha la Notte dei Cristalli e il pogrom degli Ebrei.

Quasi in risposta, viene decisa la repressione letale del movimento di Codreanu, che trova il suo culmine il 30 novembre 1938, quando dopo sette mesi di carcere e un vergognoso processo farsa, il Capitano, insieme ad alcuni suoi miliziani, viene fucilato per volere espresso del Re, ma su ordine ufficiale mdel ministro degli interni Calinescu.

La Guida del movimento resta allora nelle mani del non troppo limpido vice di Codreanu, che non poca responsabilità ha avuto nella sua fine prematura: Horia Sima. Di fatto, dato che la “Guardia di Ferro” vive in un rapporto simbiotico con Codreanu, eliminato il “Capitano”, questo Ordine Guerriero non trova in Horia Sima un sostituto altrettanto carismatico.

Sotto la sua guida, La “Guardia di Ferro” si limita ad eliminare gli avversari politici, e perseguita apertamente e violentemente gli ebrei, condiderati i mandanti ideali dell’assassinio di Codreanu. Il misticismo dei Monaci guerrieri non riuscirà piu’, morto Codreanu, a trovare alcuno sbocco politico.

Nel 1940, in seguito al rovesciamento di re Carol, Horia Sima va al governo, insieme al nuovo dittatore Antonescu. Sima non sarà però mai in grado di trasformare il Movimento di Codreanu in un partito di governo. Nel gennaio 1941 Sima tenta di rovesciare Antonescu, in un maldestro e non riuscito colpo di Stato. Il golpe viene represso nel sangue e, fuggiti in esilio i capi, la “Guardia di Ferro” cessa di rappresentare una forza politica, nel panorama ideologicoromeno, con grande soddisfazione dell’Ebreo Internazionale.



CODREANU, IL CAPITANO.

LA FIGURA DEL CAPITANO.

Da Julius Evola.

”  Corneliu Codreanu personalmente, ci è apparso come una figura fra le più chiare, le più leali, le più compenetrate di un profondo idealismo e di una nobile indifferenza per la propria persona, che noi abbiamo avuto modo di conoscere in movimenti analoghi di altri paesi.”


Cioran dice nel 1940:


”  Prima di C. Codreanu, la Romania era solo un popoloso Sahara. La fede di un uomo ha generato un mondo che si lascia dietro la tragedia antica, e Shakespeare. E questo e’ accaduto, proprio nei Balcani!”




LA VISIONE DI CORNELIU CODREANU.


Due aspetti della sua visione politica sono da considerare essenziali:


1- La comprensione profonda e direi unica del complesso ed interattivo fenomeno ebraico-comunista, come incarnazione di un male assoluto, metafisico, che, opera attraverso la menzogna, l’odio, il furto, il crimine, l’ignoranza, la contagiosa stupidità: le 6 punte della stella giudaica. Gli unici a comprendere interiormente, attraverso mezzi metafisici, la radicale malignità corrosiva del Comunismo internazionale, sono stati Codreanu in Romania, e Lucia di Fatima in Portogallo.

Gli altri hanno sbagliato tutti, iscrivendolo fra i mali sociali, e non vedendo in esso l’opera fondamentale di un Male Spirituale: la negazione dell’individualità e della divinità intrinseca dell’individuo ariano.

Dice Codreanu nel 1936:

”  Lotteremo, anche se le porte dell’inferno semi asiatico ed anticristico cercassero di rovesciarsi, come una lava devastatrice, sulla nostra Nazione”.

Il Capitano ha intuito l’aspetto occulto del comunismo, come incarnazione dell’egregora diabolica Jahveica, che esiste davvero, e che non si risolve nel semplice simbolo dell’Occhio onniveggente. Il comunismo è un vero atto di Magia Nera, voluto, preparato, e diffuso dagli ebrei del patto con Jahvé: su vasta scala ed in proporzioni planetarie; per eliminare ed infettare ogni altra Divinità, Natura, Anima, Spirito, Cultura; corrompendo così ogni altra razza, ed eliminando ogni altra possible visione e fruizione della vita.

Il comunismo, finito nel 1989, non è stato vinto da nessuno. Il Governo occulto del mondo, in mano all’Elite sionista ebraica, l’ha scaricato dopo aver succhiato fino al midollo, per suo mezzo, i popoli soggetti al comunismo, e dopo aver compreso che ormai quel sistema era inutile ai propri scopi ed interessi. Era ormai ora di passare a sistemi assai più raffinati e globali.

Per Codreanu, fronteggiare questo male assoluto dell’ebraismo montante, è necessario, e, da parte della Religione Ariana, che egli identifica con il Cristianesimo Gnostico, serve un’esorcismo potentissimo, che egli non riesce a compiere, e che nessuno ha ancora attuato. Dal punto di vista politico militare, è necessaria una strategia Arcangelica. Ecco perché il movimento legionario, si pone sotto la protezione ed il nome dell’Arcangelo Michele.

Infatti, il primo impulso e scopo di questo movimento di rinascita ariana, in Romania, è l’impari lotta intrapresa di un gruppo di giovani contro il bolscevismo ed i suoi burattinai ebrei di Wall Street e di Londra.

A Julius Evola, Nel 1938, poco prima di morire, Codreanu dice:

”   A Roma, a Berlino, dovunque Lei vada, dica a tutti coloro che si battono per la nostra stessa idea che la Guardia di Ferro è incondizionatamente al loro fianco, nella lotta implacabile contro la democrazia, contro il comunismo, contro l’ebraismo.”.

Il segreto della penetrazione e agilità politica di Codreanu sta nell’uso delle ispirazioni divine, che gli provengono dagli esercizi ascetici cristiani e nel Ruolo essenziale che il Capitano dà alla Persona ed alla Chiesa di Gesù Cristo, alla sua Esistenza come presenza dell’ Unico Dio nell’individuo.

Legato a questo fenomeno d’immanenza divina nell’individuo che si è reso Cristico, è l’ascetismo mistico della Legione, praticato attraverso le 4 opere fondamentali per ogni vera ascesi:

-Preghiera disciplinata ed ordinata

– Digiuno disciplinato dal calendario dei Tempi e delle Feste.

– Celibato per il corpo d’assalto : le squadre della morte.

-Voto di povertà per i capi.

Codreanu intende il Cristianesimo come diretta militanza: essere cristiani significa, per lui e per i suoi, essere soldati di Cristo, asceti, maghi veri, severi, combattivi; non mistici ottusi, e neppure velleitari pacifisti. La Legione difende la regalità di Cristo e la sua Societas: che inizia con la fedeltà alla MONARCHIA.

Cornelio Codreanu dice:

“Noi siamo tutti monarchici.” Il Capo dello Stato deve essere persona sacra. E non lo può essere senza l’unzione di Cristo, l’unico Santo; o senza una corona con la Croce. Il Duce stesso fu fedele al Re, finché il re non lo tradì. Franco preparò personalmente la restaurazione della Monarchia. Il Rexismo di Léon Dégrèlle aveva il Rex nel nome. Ecco perché, pur essendo buon amico di Julius Evola, Codreanu non può approvarne la visione pagana, rispettosa degli antichi Dei che, per lui, non esistono ormai se non funzionalmente, nel Cristo stesso; come sue interiori ipostasi.

Il fascismo ed il nazismo, pur rispettando formalmente la Cristianità, non danno certo alla religione il primo posto, ma agiscono con fatti che contano: Il Duce ri-crea da solo lo Stato indipendente della Chiesa, a Roma, con i Patti Lateranensi, i palazzi extraterritoriali ed il Concordato. Nella Russia liberata dagli eserciti dell’Asse, Adolf Hitler ordina la riapertura ed il restauro delle chiese, delle Icone e della vita religiosa; mentre a Lourdes, le Basiliche ed i terreni dei pellerinaggi, proprietà dello stato massonico ed anticlericale, sono dati alla Chiesa, con un decreto firmato da Adolf Hitler e dal generale Pétain.

Franco è, fra le altre cose, il restauratore delle cattedrali distrutte di Spagna, e Salazar, avrà gesti sublimi nei riguardi della Religione cristiana. Codreanu sa che fra legionarismo, fascismo, nazismo, e falangismo, esistono delle differenze non soltanto dottrinali. Ma, con un ecumenismo ammirabile, non vi sarà mai, da parte dei veri legionari, una pur minima critica a riguardo. È un ecumenismo, il loro, che guarda a ciò che li unisce e sorvola su ciò che li separa; per un ideale maggiore, contro un nemico comune.

Pur non essendo d’accordo con l’amico Evola, e col suo amore per la tradizione pagana, Codreanu non pronuncia una sola parola di biasimo o di critica a riguardo. Egli difatti vede I tre movimenti come perfettamente complementari.

Il Capitano propone il suo Cristo Ariano e non polemizza con gli amici. Sa che i democratici, buoni cristiani cattolici, alleati con la massoneria e col comunismo ebraico, sono assai più lontani dallo spirito del Cristo che non i vari Evola, Guenon, Hitler o Rosemberg.



Riguardo alla morte di Codreanu, i legionari di Papanace accusano Horia Sima, e il suo comportamento irresponsabile, per l’uccisione del Capitano, e per tutto il terrore venuto in seguito. Le accuse contro i legionari di Horia sono assai circostanziate: Hanno preso la guida della legione in modo furtivo inaugurando il periodo di terrorismo, contrariamente alla linea di non violenza voluta da Codreanu. Il Capitano, dalla prigione manda la circolare dell’ordine per la non violenza, il 13 novembre. Ma Sima ne contesta la validità.

I miliziani, per ordine di Sima compiono attentati del tutto inutili: Una bomba nel teatro di Timisoara, dinamite presso l’azienta idraulica di Cluj, incendi delle aziende forestali in Bucovina, tentativo di incendiare le sonde di petrolio di Prahova. Non ostante sappia che tutta questa violenza ricadrà su Codreanu, Sima continua la sua linea dura, con l’attentato al rettore dell’università di Cluj, Goange amico intimo del Re. I

l Re, arrivando da Londra e da Berlino, giunto in Ungheria ordina l’esecuzione del Capitano e degli altri 13, assieme a lui. Al proposito, il Conte Ciano dice nel suo Diario:

”  17 sett.1939. Mi ricordo che durante le mie conversazioni a Berghof, Hitler ha ripetuto almeno tre volte che Re Carol avrebbe pagato caro l’assassinio di Codreanu, che da parte di madre aveva sangue tedesco. Non sarei sorpreso se oggi, Hitler saldasse il conto con il Re della Romania.”

Così diceva  Evola di Codreanu:

Fra le molte figure di dirigenti di movimenti nazionali da noi conosciute nei nostri viaggi in Europa, poche, per non dire nessuna, ci fecero un’impressione più viva di Cornelio Codreanu, il capo della “Guardia di Ferro” romena. Ricordiamo l’incontro con lui, nel marzo del 1938, nella “Casa Verde”, sede centrale che i legionari stessi si erano costruita con le proprie mani, a Bucarest. Egli ci si fece incontro: un giovane di alta statura, aitante, con una espressione di nobiltà, di lealtà e di coraggio impressa nel volto, dai tratti del puro tipo dacio-romano: vi si mescolava qualcosa di contemplativo, di ispirato.

Fra noi due si stabilì subito una spontanea simpatia; in effetti, molte delle nostre idee concordavano, specie quanto all’esigenza di dare ai movimenti di rinnovamento nazionale un’autentica base spirituale. Il livello dell’organizzazione che Codreanu aveva creato e con la quale si proponeva di rinnovare la Romania, era notevolmente alto. Il movimento complessivo aveva un orientamento originale; si affiancava idealmente ai Movimenti Nazionali affermatisi in Italia e in Germania, ma con una propria, specifica fisionomia.

In un colloquio, lo stesso Codreanu ci indicò questa direzione particolare, usando un’immagine. Egli disse:

“L’essere umano è composto dal corpo, dall’energia vitale e dall’anima. Così anche ogni nazione, e un moto di rinnovamento, può far leva su uno o sull’altro di tali elementi e investire il resto partendo da esso. Ora il fascismo italiano mi sembra che parta dall’elemento corpo, cioè dall’elemento forma, riprendendo ideale romano dello Stato quale forza formatrice.

Il Nazionalsocialismo tedesco, col risalto dato a tutto ciò che è razza e sangue, parte invece dall’elemento vita. Quanto alla Guardia di Ferro romena, essa per raggiungere lo stesso scopo vorrebbe agire partendo dall’elemento spirituale: dall’anima”.

Nel caso del movimento di Codreanu questa espressione assumeva però un significato peculiare. Per Codreanu, più che di una lotta politica per la semplice conquista del potere, si trattava di creare un uomo nuovo. Egli riteneva che la sostanza del popolo romeno fosse così guasta, che, senza un rinnovamento dall’interno, dal profondo, nulla di valido avrebbe potuto essere raggiunto.

L’opera di formazione doveva realizzarsi, a tutta prima, in una minoranza, a che essa facesse poi da spina dorsale alla Nazione.

L’orientamento spirituale, religioso, come controparte di quello militante, si palesava già nella designazione che la prima organizzazione aveva avuto: “Legione dell’Arcangelo Michele”. Quando questa divenne la Guardia di Ferro, vi si mantennero tratti di una specie di ascetismo guerriero, analoghi a quelli di alcuni antichi ordini cavallereschi.

Così per gli appartenenti ad uno speciale corpo che si fregiava dei nomi di Moza e Marin (due capi della Guardia caduti nella guerra di Spagna) vigeva la clausola del celibato: nessuna cura mondana e familiare doveva diminuire, in loro, la capacità di consacrarsi assolutamente alla causa. Ci si doveva anche astenere dal frequentare balli, e cinematografi, si doveva evitare ogni sfoggio di ricchezza e di lusso. Doveva essere amata una certa tenuta, spartana, di vita.

In più, era contemplata la pratica del digiuno, due volte alla settimana. Codreanu era il primo a sottoporvisi. Particolare importanza veniva poi attribuita alla preghiera intesa come una vocazione.

“La preghiera è un elemento decisivo – diceva Codreanu. Vince chi sa attrarre dall’etere, dai cieli, le forze misteriose del mondo invisibile, e assicurarsene il concorso”.

Per lui fra tali forze vi erano le anime degli antenati e dei morti. E nei “nidi” (così venivano chiamati i centri della Guardia) ogni riunione s’iniziava e si terminava con una preghiera invocative, rivolta a coloro che lungo i secoli erano caduti per la difesa della Patria e della fede, e che si riteneva essere rimasti invisibilmente uniti alla Stirpe. Si sa della tragedia della Guardia di Ferro e della fine di Codreanu.

Alla fine Codreanu fu arrestato e processato “si tagliò corto” e si ricorse all’assasinio mascherato.

Julius Evola



Corneliu Zelea-Codreanu


I TESTI:


La Guardia di Ferro ( Pentru Legionari. 1935)


«Quando una forma tradizionale è sul punto di estinguersi, i suoi ultimi rappresentanti possono benissimo affidare volontariamente alla memoria collettiva ciò che altrimenti andrebbe irrimediabilmente perduto. È insomma il solo modo di salvare quel che può ancora, in certa misura, essere salvato.

E, in pari tempo, l’incomprensione naturale delle masse è una garanzia sufficiente, a che quel che possedeva un carattere esoterico, sussista come una di testimonianza del passato, per coloro che in un’altra epoca saranno capaci di comprenderlo».

«La Legione… è uno stato spirituale, un’unità di sentire e vivere alla quale contribuiamo tutti. Membri, capi, numero, uniformi, programmi, etc. costituiscono la Legione visibile; l’altra, la più importante è la Legione invisibile. La Legione visibile, priva della Legione invisibile, cioè di quello stato spirituale, di vita, non significa niente. Rimangono solo forme vuote senza contenuto».

«Né indossare la camicia verde, né eseguire il saluto sono sufficienti per diventare legionari. Nemmeno la comprensione “razionale” del movimento legionario, ma soltanto il conformare la propria vita alle norme della vita legionaria, perché la Legione non è soltanto un sistema di logica, una connessione di argomenti, ma uno “Stile di vita”».

«Creare un movimento, significa, in primo luogo, creare, far nascere uno stato spirituale, che non abbia la sua sede nella ragione, ma nell’anima del popolo».

«In questo caso il CAPO non è più un “padrone”, un “dittatore” che “fa quello che vuole”, che governa secondo il suo “beneplacito”: Egli è l’espressione di questo stato spirituale invisibile, il simbolo di questo stato di coscienza. Egli non fa quello che vuole; fa quello che deve».

«Noi non solo non eravamo finanziati dai capitalisti, ma io consiglio a chiunque diriga un movimento che abbia sane basi di rifiutare ogn proposta di finanziamento, se non vuole uccidere il movimento stesso:perché un movimento deve essere costituito in modo da poter produrre da solo, con la fede e il sacrificio dei suoi membri, esattamente quanto gli occorre per vivere e svilupparsi».

«… Questa casta dei banchieri e degli uomini d’affari, degli arricchiti dai colpi di fortuna, questi uccelli di rapina, che stanno in agguato contro la società umana, saranno annientati».

«Il paese va in rovina per mancanza di uomini, non per mancanza di programmi. Questa, è la nostra convinzione. E perciò non dobbiamo creare programmi, ma uomini, uomini nuovi. Perché gli uomini come sono oggi, allevati dai politicanti e infettati dall’influenza ebraica, comprometterebbero  anche il programma migliore e più splendido».

«Per questo la pietra angolare da cui muove la Legione è l’uomo, non il programma politico; la riforma dell’uomo, non la riforma dei programmi politici. La Legione Arcangelo Michele sarà per conseguenza più una scuola e un esercito che un partito politico»



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L’azione di Codreanu significa un tentativo di restaurazione eroica della spiritualità olimpico-solare. Di ciò il movimento legionario e’ pienamente consapevole, e tale consapevolezza è dimostrata dal fatto che la sua iconografia conferisce tratti eroici alla figura del Capitano, inserendo personaggi superumani nelle scene raffiguranti la nascita di Codreanu.

Se non ci si lascia trarre in inganno dal linguaggio cristiano di tale iconografia (linguaggio che la Guardia di Ferro utilizzò a fini exoterici), si comprenderà che in tal modo l’origine di Codreunu veniva equiparata a quella delle stirpi eroiche generate dall’unione di dei e donne mortali.

Per convincersi di come l’insegnamento tradizionale fosse realmente passato nelle mani dell’organizzazione legionaria, si considerino l’ortodossia e la coerenza con cui nel Libretto viene esposta la dottrina riguardante la preghiera o appello agli antenati. La preghiera non è da Codreanu cristianamente concepita come l’atto devozionale del credente, che aspetta un osso dalla misericordia del suo padrone, ma è intesa, nel solco dell’insegnamento tradizionale, come una freccia lanciata con sapienza, intelletto e dottrina contro l’orecchio di Dio. La preghiera, nell’insegnamento legionario, è un magico atto di potenza, che attrae  irresistibilmente dai cieli le forze misteriose del mondo invisibile, gli spiriti degli antenati:

«Chiamale, attirale con la potenza del tuo spirito e esse [queste forze] verranno».

Questo modo di pregare, col relativo porre l’accento sulla potenza, non tradisce nessun languore di donnicciole, nessun sentimentalismo di tipo cristiano, ma, al contrario, si riconnette a una forma regale di spiritualità.

Il potere necessitante che Codreanu attribuisce alla preghiera, onde essa vince le energie occulte e le costringe ad intervenire, ha caratterizzato ogni formulazione eroica della tradizione regale: da Plotino – per il quale la preghiera produce il suo effetto secondo un rapporto deterministico- ad Agrippa -secondo cui le forze astrali agiscono solo per un legame naturale di necessità – all’ermetismo in generale, dove si nota l’assenza di ogni elemento «religioso» o comunque estraneo alla legge di causa ed effetto. Anche la concezione legionaria del sacrificio rinvia a un tipo da spiritualità antitetico a quello manifestatosi attraverso il cristianesimo.

Secondo Mircea Eliade, il quale è stato assai vicino agli ambienti della Guardia di Ferro, il significato di ogni sacrificio umamo -e di ogni sacrificio in genere- «dev’essere ricercato nella teoria arcaica della rigenerazione periodica delle forze sacre»: la vittima viene immolata per impedire l’esaurimento della potenza sucra. In altre parole, l’uomo «tradizionale» ripete, sacrificando, l’atto creativo che ha dato vita al mondo, alla vegetazione, ecc.

Il legionario sacrifica se stesso per rigenerare la stirpe e impedirne la scomparsa:

Fedeli al Capitano, lieti noi ci immoleremo; sui cadaveri nemicicostruirem la nuova patria;

e in un altro canto legionario:

La Stirpe chiede un nuovo sacrificio Codreanu, vieni a noi!

Nella convinzione che il sacrificio è fecondo di per se stesso e che esso genera immancabilmente i suoi frutti, Codreanu scrive nel Libretto del capo di cuib: «Dopo la sofferenza viene sempre la vittoria. Chi sapràsoffrire, quegli vincerà».

E i legionari scelgono di divenire vittime sacrificali, nel momento stesso in cui proclamarono che «la quantità di sacrificio fatto determina la vittoria»


Libretto del Capo di Cuib


Il Libretto del capo di cuib ha l’aspetto di un manuale liturgico.

L’importanza che il rituale ricopre nel movimento legionario non è sfuggita a Z. Barbù, uno scrittore a cui in altra sede è stata riconosciuta una lucidità difficilmente riscontrabile presso altri saggisti, attratti dal fenomeno codreanista. Scrive tra l’altro il Barbu: «Tutte le loro assemblee iniziavano e si concludevano con rituali magici di canto e spesso di danza». E ancora:

«Uno dei corpi scelti principali della Guardia di Ferro era la cosiddetta Squadra della Morte, composta da giovani fanatici pronti a uccidere e a essere uccisi. Il loro rango e la loro missione erano fortemente istituzionalizzati, o meglio, ritualizzati».

Inoltre l’autore interpreta come un «assassinio rituale» la punizione inflitta al traditore Stelescu.

Il Libretto del capo di cuib è tutto informato di questo carattere rituale; esso stabilisce, in gran parte, il susseguirsi di formule e gesti inerenti a un rito, così come un rito è la seduta del cuib, il cui svolgimento viene scrupolosamente descritto nelle prime pagine del manuale. Con il medesimo rigore viene fissata la liturgia che i legionari devono osservare nel loro impegno solenne, mentre il resoconto particolareggiato dell’impegno dei primi legionari ci dà un’idea dell’alta tensione spirituale che doveva caratterizzare le cerimonie di questo ordine aristocratico e iniziatico.

La Legione è un’organizzazione basata sull’ordine e la disciplina.

La Legione è animata da un nazionalismo puro, scaturito dall’amore senza limiti per la Stirpe e per il Paese.

La Legione vuole ridestare alla lotta tutte le energie creatrici della Stirpe.

La Legione difende gli altari della Chiesa che i nemici ci vogliono demolire.

La Legione si inginocchia davanti alle croci dei prodi e dei martiri della Stirpe.

La Legione sta, scudo incrollabile, intorno al Trono, i cui Voivodi e Re si sono sacrificati per la difesa ed il bene della Patria.

La Legione vuole costruire, con spiriti forti e braccia robuste, un Paese potente, una nuova Romania.

Bucarest, Maggio 1933

1) « Un partito politico è una società anonima di sfruttamento del voto universale; … tutti i partiti sono democratici, poiché utilizzano il suffragio universale nella medesima maniera; …. trascurano gli interessi del popolo e del paese, soddisfacendo soltanto gli interessi particolari dei loro partigiani; … tutti i partiti commettono delitti, si tradiscono l’un l’altro, nessuno di loro applica punizioni contro i propri partigiani, altrimenti li perderebbe, né contro i loro avversari, poiché questi, a loro volta, commettono i loro stessidelitti; … la democrazia ci dà l’impressione di una vasta complicità fra criminali; … la democrazia è al servizio dell’alta finanza nazionale o internazionale giudaica ».

2) «Io faccio meno affidamento sugli uomini radunati in base ai programmi, i quali ti abbandonano nei casi difficili, che non su quelli reclutati sulla base delle grandi fedi, i quali saranno con te fino alla morte. Il nostro movimento legionario ha più il carattere di una grande scuola spirituale.

Esso tende ad accendere fedi non sospettate, esso tende a trasformare, a rivoluzionare le anime. L’anima e il punto cardinale sopra il quale si deve operare nel momento attuale. L’anima dell’individuo, e l’anima del popolo.».

3) « … Essere élite legionaria nel nostro linguaggio non significa soltanto lottare e vincere, ma significa: il permanente sacrificarsi al servizio della stirpe, poiché il concetto di élite e legato al concetto di sacrificio; di povertà, di vita aspra e severa; … giuriamo:

1. Di vivere in povertà, uccidendo in noi gli aspetti di arricchimento materiale.

2. Di vivere una vita aspra e severa rifiutando il lusso e il superfluo.

3. Di vanificare ogni tentativo di sfruttamento da parte dell’uomo sull’uomo.

4. Di sacrificarci continuamente per la nostra terra.

5. Di difendere il movimento legionario con tutte le nostre forze contro tutto ciò che potrebbe trascinarlo su strade di compromessi; o contro tutto ciò che potrebbe abbassare la sua sublime linea etica ».



Codreanu sulla questione Ebraica.


L’anno accademico 1921-1922

Il nuovo anno Accademico si aprì in condizioni normali, con la funzione religiosa. Di nuovo l’Università e Iasi erano in festa. A Bucarest, questo grande avvenimento passava quasi inosservato. Là, all’arrivo degli studenti, la massa studentesca si perdeva nella moltitudine delle centinaia di migliaia di uomini, dei rumori, delle luci, degli interessi che si urtavano brutalmente.

A Iasi, quando partivano gli studenti, vi era una malinconia generale, come alla partenza delle gru e degli uccelli, d’autunno. Quando [60] arrivavano gli studenti, era la giovinezza, risorgeva la vita. Era giorno di festa. A Bucarest lo studente si sentiva solo in mezzo ad un immenso mondo che non lo vedeva, non l’apprezzava, non lo rimproverava, non s’interessava di lui, non lo amava.

L’educazione dello studente a Iasi è incomparabile, perché egli si sviluppa, come un bambino sotto l’amore della madre, al riparo dell’affetto dei Romeni. Qui la stirpe alleva i suoi studenti. Io stesso devo a questa Iasi una parte importante di riconoscenza per tutto quello che ho potuto fare. Ho sentito sempre la cura che ha avuto per me quest’anima di Iasi, ho sentito il raggio del suo amore, ne ho sentito il rimprovero, l’incoraggiamento, lo sprone, la chiamata alla lotta.

Anche attualmente questi sentimenti accompagnano noi, studenti di Iasi, e ci seguiranno sino alla fine della vita, come il ricordo dei consigli e dell’amore sempre presente della madre. Di tutte le generazioni di studenti che sono passate per Iasi, quanti non sono stati seguiti per tutta la vita dall’esortazione di Iasi alla lotta! Quanti non ha seguito, fino alla tomba, quanti non segue oggi, il suo rimprovero…

Fin dal principio dell’anno si osservava come il giudeo-comunismo retrocedesse disorientato e col morale quasi interamente spezzato. Nessun tentativo di resistenza. Le nuove leve di studenti, appena iscritti, avevano saputo tutti delle nostre lotte e da molto aspettavano di venire al nostro fianco. Arrivati qui, entrarono nelle nostre file.

Presidente della Associazione degli Studenti di Legge.

In quell’autunno fui eletto presidente dell’Associazione degli Studenti diLegge. Il Senato Accademico non volle convalidare la elezione col pretesto che ero stato espulso dall’Università. Avallai la nomina da solo. L’Associazione degli Studenti di Legge, come tutte le altre associazioni della Facoltà, aveva come scopo l’attività scientifica di completamento e di approfondimento degli studi nel dominio giuridico.

Così, per esempio, sotto la presidenza di Nelu Ionescu, due anni prima di me, l’Associazione degli Studenti di Legge teneva riunioni quasi settimanali. Uno studente leggeva un libro di diritto, o attinente alla materia, lo riassumeva durante la riunione, lo criticava, poi seguivano le discussioni e il contraddittorio.

Conservai la prassi, ma vi apportai qualche modifica: tutti questi studi e riferimenti non potevano svolgersi altrimenti che assumendo come oggetto principale di considerazione la questione ebraica sotto un profilo metodologico rigoroso. Si leggevano opere sugli aspetti di tale questione in Romania e all’estero, sulla potenza giudaica internazionale, sulla storia di questo problema da noi e altrove. Studiavamo i mezzi di lotta impiegati contro di noi, lo spirito e la mentalità ebraica e preconizzavamo i modi di lotta e di difesa. Seguivano, dopo ogni esposizione, discussioni, integrazioni, e infine la formulazione d’una verità precisa, perché ciascuno potesse andarsene edificato. Poi, in seguito, cercavamo nella stessa seduta di operare:

a) L’individuazione progressiva di questo spirito, e di questa mentalità giudaica, infiltrati insensibilmente nel modo di pensare e di sentire di una parte considerevole di Romeni.

b) La nostra disintossicazione, l’eliminazione del giudaismo introdotto nel nostro pensiero, per mezzo dei libri di scuola, nella letteratura, attraverso iprofessori, il teatro, il cinematografo.

c) La comprensione e lo smascheramento dei piani ebraici, occultati sotto tante forme. Abbiamo infatti partiti politici diretti da Romeni, attraverso i quali parla il giudaismo; giornali romeni, scritti da Romeni, per mezzo dei quali parla l’ebreo con i suoi interessi; conferenzieri romeni, autori romeni,che pensano, scrivono e parlano ebraico in lingua  romena.

Avevamo cominciato a renderci conto, studiando tutto questo, che per la prima volta nella sua storia, il popolo romeno era venuto a contatto con una razza che adoperava come armi di lotta e di distruzione, come arma tipica della sua razza, l’astuzia e la perfidia. Il Romeno non aveva conosciuto che la lotta leale. Di fronte ai nuovi mezzi ebraici, egli si era trovato disarmato.

Ci rendevamo conto che tutto si riduceva a conoscere i propri nemici e che nel momento in cui noi Romeni li avessimo conosciuti, li avremmo vinti.

Le nostre riunioni continuarono regolarmente per un anno intero. Esse attiravano studenti da tutte le facoltà in numero sempre più crescente, tantoche il Centro Studentesco non esisteva quasi più. L’intera massa studentesca gravitava intorno all’attività dell’Associazione degli Studenti di Legge. L’anfiteatro era diventato insufficiente ad accogliere la folla di studenti che desideravano partecipare a queste riunioni.

In numero via via più crescente vi partecipavano gli studenti della Bessarabia. Mezzo anno di attività produsse un vero miracolo: tre quarti degli studenti della Bessarabia cristiani si risvegliarono, si sentirono chiamati a una vita nuova, si illuminarono in volto.

In breve tempo, essi diventarono i militi più fedeli della nostra lotta, arrivando per fede, devozione, purezza d’animo e spirito di sacrificio, a porsi nelle prime file del movimento che aveva cominciato a prendere vigore. Questo momento di unione tra di noi nella stessa luce, e il patto di lottare per il paese cristiano contro le ingannatrici orde giudaiche, non lo dimenticheremo mai. Quelli che fino a ieri ci avevano combattuti, adesso erano con noi.

Le linee di orientamento di queste riunioni erano rappresentate dagli scritti dei nostri geni nazionali: Bogdan Petriceicu-Hajdeu, Vasile Conta, Mihail Eminescu, Vasile Alecsandri, ecc., e specialmente dagli scritti e dalle prolusioni del prof. Cuza, dagli scritti del prof. Paulescu, dalle lezioni d’educazione nazionale del prof. Gavanescul.

Tutti gli scritti del prof. Cuza venivano letti e studiati non una sola volta, ma tre o quattro volte. In modo speciale i suoi corsi d’Economia Politica, che consideravano in modo rigorosamente scientifico e lucido la questione ebraica, chiamando i Romeni alla comprensione del loro più grave problema presente, servivano in ogni momento di guida ai nostri sforzi per conoscerlo. La maggiore fortuna nostra e quindi dei Romeni è stato il professore Cuza, uno dei più insigni conoscitori del problema ebraico del mondo, al quale dobbiamo la nostra capacità d’orientarci di fronte a tutte le manovre israelitiche.

I suoi corsi accademici di elevata cultura erano seguiti da tutti gli studenti con un’attenzione mai riscontrata. L’anfiteatro della Facoltà di Legge era sempre troppo stretto. Da allora in poi per molto tempo ancora, l’Università di Iasi non avrebbe più avuto un professore i cui discorsi di nazionalismodestassero simile interesse. A quell’epoca la vita di molti di noi trovò al di sopra degli interessi particolari una dimensione unitaria: la lotta per la stirpe minacciata nella sua stessa esistenza.


La visita all’Università di Cernautzi

Nelle altre Università regnava la calma. A Cernautzi, già dalla primavera dell’anno 1921 erano cominciate manifestazioni intorno alla questione della romenizzazione del teatro. Una violenta lotta, durata alcuni giorni, finì con la vittoria degli studenti. Ora, nella primavera del 1922, organizzai con l’Associazione degli Studenti di Legge una visita  degli studenti di Iasi a Cernautzi. Fummo accolti bene dai professori e dagli studenti. Durante i tre mesi della nostra permanenza -eravamo più di un centinaio- non facemmo altro che comunicare ai colleghi di Cernautzi la fede nuova che aveva preso vigore nell’anima nostra.

Non fu difficile. Perché Cernautzi come Iasi -e ancor più di questa- gemeva con le sue strade intiere, col suo commercio, con le sue chiese abbandonate, con la sua terra e i suoi Romeni, sotto l’invasione ebraica. In breve sorse tra noi uno stretto legame spirituale, basato sul desiderio e sull’ideale comune di vedere una buona volta la stirpe risvegliata nella coscienza della suadignità, della sua forza e dei suoi diritti di arbitra della  propria sorte e del proprio paese. Questo legame si rafforzò poi con la visita che ci restituironoquelli di Cernautzi un mese più tardi. Conobbi allora per la prima volta Tudose Popescu, questa bella figura di giovane combattente dalle sembianze di milite, che fu più tardi uno dei capi del movimento studentesco e che oggi dorme in un cimitero, sotto una povera croce dimenticata.


La rivista «Apararea Natzionala»


Il 1° aprile 1922 apparve la rivista quindicinale Apararea Natzionala13, diretta dai professori Cuza e N. C. Paulescu. Chiunque può rendersi conto di cosa significasse per noi, tra i nostri pensieri e le nostre ansie, la comparsa di questa rivista. In essa trovavamo tutto quellche eranecessario per una nostra completa chiarificazione e decantazione. Gli articoli dei professori Cuza e Paulescu venivano letti religiosamente da tutta la gioventù e suscitavano dappertutto, nelle fide degli studenti, anche a Bucarest e a Cluj, grande risonanza.

Il 1° e il 15 del mese, per noi era un trionfo. I numeri della rivista erano veri veicoli di munizioni con le quali vincemmo le argomentazioni della stampa ebraica. Credo opportuno riprodurre qui alcuni articoli dei professori Cuza e Paulescu apparsi in quel periodo.

Lo Spirito del vero difenderà in eterno l’umanità «In riassunto il Talmud -la legislazione politico-religiosa degli ebreiinvece di combattere, come il Vangelo, gli istinti di proprietà e di potere, esaspera al contrario questi vizi sino a un culmine inimmaginabile, perrealizzare il sogno di Giuda di essere contemporaneamente il proprietario della terra intera e il padrone dell’intera umanità.

«Ma -mentre gli apostoli cristiani avevano predicato il loro ideale di fronte al cielo- il Talmud si nasconde; e le sue appendici, il Cahal e la Framassoneria, sono ancora più occulte di lui. «Tutti e tre adoperano, per rimanere nell’oscurità, un mezzo schifoso e maledetto, cioè la menzogna.

«La menzogna è dunque base del sistema ebraico del quale si può dire: “Parli, dunque menti”.

Ma la menzogna ha un nemico che odia a morte, cioè LA VERITÀ.


«Ora, la verità è il carattere distintivo del Cristianesimo. Cristo ha detto «Io sono la verità» e per questo la sua dottrina è esecrata da Israele.  «La menzogna, al contrario, caratterizza quello che si chiama lo “Spirito delmale” o del “Diavolo”.

«Così Gesù, indirizzandosi agli ebrei, disse loro: “Voi avete per padre il  diavolo e volete esaudire i desideri del padre vostro; quello fu omicida fin dal principio, e non perseverò nella verità, perché verità non è in lui: quando dice una menzogna, parla del suo, perché è mentitore e padre di menzogna”.

«Abbandonando il mondo Cristo ha fornito i suoi discepoli di un’arma invincibile, cioè del Suo Spirito. Lo Spirito divino del Vero, che difenderà in eterno l’umanità contro lo Spirito diabolico della menzogna. Davanti a questo Spirito del Vero m’inchino, gridando dal fondo dell’anima: “Credo nello Spirito Santo”.

(Prof. N. C. Paulescu, Il Talmud, il Cahal. La Framassoneria, vol. II, Buc. 1913, pp. 300-301).



La Scienza dell’Antisemitismo


«Ancora un accoppiamento di parole, orribile: la scienza dell’antisemitismo. Come può, l’antisemitismo, essere una scienza? Si domanderanno indignati, i dotti, i dottori e i professori, gli intellettuali dalle idee fisse in fatto di cultura?

« L’antisemitismo, per questi sapienti, è appena una barbarie. Manifestazione cieca d’istinti brutali, rimasuglio di tempi preistorici. Una vergogna in mezzo alla nostra civiltà, che proclama ugualmente la scienza illuminata dell’uomo libero da pregiudizi e da passioni.

«Questa e l’ “atmosfera” che hanno creata particolarmente gli ebrei -e che mantengono viva i giudaizzati- intorno all’antisemitismo, istupidendo gli ingenui e sfruttando l’ingenuità degli sciocchi e le loro pretese di essere anch’essi “all’altezza della civiltà moderna”. E chi non vuole esserlo?

«Per esempio c’è un caso interessante di un giudaizzato, egli stesso mezzo ebreo d’origine, che parlava alcuni anni or sono, con aria di severo sapiente, del nostro antisemitismo -che era anche a quel tempo quello che è ora: immutato.

«Ed ecco che cosa ci dice questo autore, momen odiosum -traditore allora del pensiero nazionale, così come è stato più tardi traditore dell’azione nazionale, durante la guerra- nella rivista Viatza Romaneasca15, Anno Il, n. 11 del novembre 1907 (pp. 186, 204-207).

«Voglio parlare della questione ebraica… del tutto snaturata dalla giudeofagia volgare e feroce dei nostri antisemiti, i quali così… ci espongono alla riprovazione del mondo civile…

«Con armi arrugginite, tolte dall’arsenale delle persecuzioni medioevali, con la propaganda dell’odio, con l’appassionato eccitamento agli eccessi, ridestando nelle masse popolari gli istinti bestiali… si può soltanto compromettere una causa giusta, quale non è la causa dell’antisemitismo…

«Il dare, però, a questo conflitto… un’aria falsa di persecuzione razziale, di persecuzione religiosa, d’antisemitismo -in una parola- può servire soltanto la causa degli avversari, contenti di sfruttare le divagazioni d’alcuni maniaci… gli antisemiti provocatori di scandali, provocano l’insorgere prematuro dell’intera questione.

«Nessun popolo, tanto meno il nostro, può chiudersi all’infinito, impunemente, davanti alle idee moderne e nemmeno dinanzi all’azione politica dall’estero…

«Porre, quindi, la nostra questione sul terreno dell’antisemitismo, dell’odio di razza, significa prepararsi a una sconfitta vergognosa e fatale per noi…Tendenze asiatiche… demagogia violenta, agitazione insana… tentativi di speculare sulle passioni oscure…

«Ho riprodotto questa concezione tipica di tutti i giudaizzati. E si vede a che cosa essa si riduce: stereotipi (il mondo civile, le sue idee moderne), ma più specialmente ingiurie (giudeofagia volgare e feroce, armi arrugginite, istinti bestiali, divagazioni di alcuni maniaci, provocatori di scandali antisemiti, tendenze asiatiche, passioni oscure).

«Simili “apprezzamenti” li troviamo non soltanto nei giudaizzati volgari, ma talvolta in alcuni rappresentanti della cultura, distinti in altri domini.Così, per esempio, l’eminente giureconsulto, professore universitario, oratore, uomo politico, ex ministro della pubblica istruzione C. Arion, mi ha rivolto, in piena Camera dei deputati, a causa del mio antisemitismo un’apostrofe -si può dire celebre, provenendo da un uomo come questo definendomi “l’uomo delle caverne”.

«Quanto agli ebrei, la spiegazione che loro offrono dell’antisemitismo e ancor più caratteristica. Accanto al solito stereotipo della ferocia e dell’odio -naturalmente senza motivo, poiché a loro non conviene discutere i motivil’antisemitismo e, secondo loro, una follia, una degenerazione intellettuale, una malattia dello spirito.

«In questi termini si esprime uno tra i più noti «intellettuali» ebrei moderni, il dottor K. Lippe, di illustre origine, essendo discendente dal famoso commentatore medievale del Talmud, Rasi -quello del tobsebegoim harog, «il migliore dei goim (cristiani) ammazzalo».

«Il dottor K. Lippe, venuto per caso qui dalla Germania e stabilitosi a Iasi dov’è stato incarcerato per aver ucciso con un aborto una cristiana -ha pubblicato perfino una monografia specialistica col titolo: Sintomi della malattia mentale antisemita (Simptome der antisemitischen

Geisteskrankheit, Iassy 1887).


«E come prova che gli argomenti contrari all’antisemitismo utilizzati dai giudei parassiti -come anche dai giudaizzati- sono di una estrema povertà ed eternamente gli stessi, ecco cosa scrive proprio recentemente, il Curierul Israelit, organo ufficiale dell’Unione degli ebrei romeni, nell’articolo di fondo del suo numero di venerdì 15 settembre 1922, sotto il titolo – ingiurioso per noi che scriviamo nell’Apararea Natzionala-: “Una banda di miserabili”.

«Esiste negli antisemiti uno stato di degenerazione intellettuale arrivato al pervertimento dei sensi, una specie di sadismo mentale, i colpiti dal qualevengono spinti alla menzogna e alla calunnia».

«Come vedete, è una spiegazione semplicissima, ma anche estremamente ingenua: tutto quello che si dice contro gli ebrei è menzogna e calunnia, dovuta a una degenerazione intellettuale specifica.

«La definizione dell’antisemitismo -da parte dei giudaizzati e dei giudei- si riassume, cioè, in queste due parole: ferocia e follia. Si capisce: degli «antisemiti».

«Quanto agli ebrei -come fenomeno sociale- essi non entrano nemmeno in queste “spiegazioni”. Come se non esistessero.

«La ferocia e la follia hanno fatto sì che tutti i popoli, in tutti i tempi, gli Egiziani, i Persiani, i Greci, i Romani, gli Arabi, così come pure le nazioni moderne fino a ora ultimamente, abbiano considerato gli ebrei come un pericolo nazionale e abbiano adottato misure contro di loro.

«La ferocia e la follia hanno oscurato l’intelligenza dei più illustri rappresentanti della cultura di tutte le nazioni, come Cicerone, Seneca, Tacito, Maometto, Martin Lutero, Giordano Bruno, Federico il Grande, Voltaire, Giuseppe Il, Napoleone I, Goethe, Herder, Emanuele Kant, Fichte, Schopenhauer, Carlo Fourier, Ludovico Feuerbach, Riccardo Wagner, Bismarck, Rodolfo Virchow, Teodoro Billroth, Eugenio Duhring -e altri innumerevoli, in tutti i campi- perché si pronunciassero contro gli ebrei.

«La ferocia e la follia, infine, spiegano l’antisemitismo dei più eletti rappresentanti della nostra cultura, come Simion Barnutziu, B. P. Hasdeu, Vasile Alecsandri, Vasile Conta, Mihail Eminescu. Selvaggi e folli: tuttin costoro. Civili e saggi: i giudaizzati. E gli ebrei: inesistenti. Similiaberrazioni vanno in frantumi da sole.

«Ciononostante, allo scopo di confondere l’anima delle masse, esse vengono prodotte continuamente. Proprio per questo e perché una simile “teoria” -degna del cervello degli ebrei o dell’imbecillità o venalità deigiudaizzati- non è capace di spiegare l’antisemitismo come fenomeno sociale, noi parleremo di Teoria antisemita.

«Secondo questa teoria, la nostra, dobbiamo distinguere, nella costituzionedell’antisemitismo, tre momenti: l’istinto, la c oscienza, la scienza.

«L’ISTINTO ha fatto sì che sempre la moltitudine, che si preoccupa in primo grado dei suoi interessi materiali, immediati, si opponesse al parassitismo degli ebrei, con sommosse popolari, spesso sanguinose e generali, come è stata, tra le molte altre scoppiate ovunque, la terribile sommossa dei Cosacchi dell’Ucraina guidati da Bogdan Hmelnischy, in cui perirono, nel 1649, oltre 250.000 ebrei.


«La COSCIENZA del pericolo ebraio, si ridesta gradatamente, dapprima nelle classi colte, e poi si estende a un numero sempre maggiore di persone, che si uniscono alla folla, sostenendo le rivendicazioni di questa -che divengono esse stesse coscienti.

«La SCIENZA, inizia con indagini parziali, fino a quando giunge -solo ai nostri giorni- alla determinazione del suo oggetto, esaminando il giudaismo come fenomeno sociale, isolato dall’ambiente nel quale esso cerca di confondersi, e constatando come esso sia un problema umano, e addirittura il più importante, del quale bisogna trovare la soluzione.

«Le indagini parziali, coi risultati cui giungono, potremo dire che costituiscano l’antisemitismo della scienza. Questa è la base, da non confondersi però, con la scienza dell’antisemitismo. Quello che vale come elemento distintivo e il loro diverso oggetto. Ed ecco la definizione -cui si perviene tramite la determinazione dell’oggetto- di questa scienza, che costituisce una vera scienza col suo proprio dominio specifico.

«La scienza dell’antisemitismo assume come proprio oggetto il giudaismo come problema sociale, rappresentando così, in termini necessari, la sintesi di tutte le scienze che possono contribuire alla sua soluzione.

«Quali siano queste scienze, che con le loro ricerche parziali contribuiscono alla conoscenza del giudaismo, abbiamo visto. Ed ecco, in quale modo la scienza dell’antisemitismo assume i loro risultati, per introdurre la sua soluzione.

«La STORIA. Essa constata che sin dal principio gli ebrei sono un popolo errante tra gli altri popoli, nomade, senza patria. La scienza dell’antisemitismo stabilisce che questo nomadismo e contrario alla esistenza dei popoli sedentari, agricoli e non può essere tollerato.

«L’ANTROPOLOGIA. Essa constata come gli ebrei siano un miscuglio di razze differenti tra di loro, non imparentate, come i semiti, gli ariani, i neri, i mongoli. La scienza dell’antisemitismo spiega la sterilità della nazione ebraica, e dimostra che questo incrocio, nel dominio della cultura, non può servire affatto alla cultura delle altre nazioni -che esso soltanto riesce a falsificare, snaturandone i caratteri.

«La TEOLOGIA. Essa constata che la religione ebraica è una religione particolaristica, fondata sul patto speciale concluso dal loro Dio, Jehova, con gli ebrei, -considerati come popolo eletto, come popolo santo («posseggo la legge») separato dagli altri popoli.

«La scienza dell’antisemitismo deduce rigorosamente che una simile concezione esclude la possibilità di qualsiasi pacifica collaborazione e di ogni assimilazione con gli ebrei.

«La POLITICA. Essa constata che dappertutto, in seno alle altre nazioni, gli ebrei hanno la loro organizzazione sociale distinta, costituendo unoStato nello Stato. La scienza dell’antisemitismo conclude che gli ebrei rappresentano un elemento anarchico, pericoloso per l’esistenza di tutti gli Stati.

«L’ECONOMIA POLITICA. Essa constata che gli ebrei hanno vissuto in tutti i tempi, perfino in Palestina, come popolo sovrapposto alle altre nazioni, sfruttando il loro lavoro, senza esserne direttamente produttore. Lascienza dell’antisemitismo afferma che ogni nazione ha il diritto di difendere il suo lavoro produttivo dallo sfruttamento degli ebrei, che non possono essere tollerati a vivere come parassiti, compromettendo l’esistenza dei popoli.

«La FILOSOFIA. Essa constata come la concezione di vita del giudaismo sia un anacronismo contrario al progresso umano. La scienza dell’antisemitismo impone, come dovere verso la civiltà, che  questa mostruosità culturale sia eliminata dagli sforzi riuniti di tutte le nazioni.

«Sulla base di constatazioni obiettive derivanti dalle varie scienze sociali, distinte da essa, la scienza dell’antisemitismo fonda le proprie conclusioni che conducono tutte, necessariamente, alla medesima soluzione: L’eliminazione degli ebrei dal seno degli altri popoli, ponendo fine alla loro esistenza innaturale, parassitaria, dovuta a una concezione anacronistica, contraria alla civiltà e all’equilibrio di tutte le nazioni -che esse non possono più tollerare.

«Questa teoria antisemita differisce, come si vede, dalla teoria propria agli ebrei e ai filo ebrei, che esaurisce la spiegazione dell’antisemitismo inquelle due manifestazioni dello spirito individuale -che non appena si esprimono in termini di collettività rappresentano esse stesse un problema sociale: la ferocia e l’odio. E spiega anche questo.

«L’istinto dell’antisemitismo può essere accompagnato qualche volta da ferocia e da odio. Perché l’istinto è cieco, come si suol dire, anche se è tanto sicuro nella difesa della vita.

«La coscienza dell’antisemitismo si unisce però all’istinto rafforzando le sue tendenze, per quanto “selvagge” esse siano. Perché per essere “civile”, bisogna -prima di tutto- che tu esista.

«La scienza dell’antisensitismo giunge, infine, a spiegare il fenomeno, illuminando sempre più la coscienza della folla e dando piena soddisfazione al suo istinto, coi suoi scoppi violenti, che essa giustifica individuandone la causa nel parassitismo degli ebrei. Così, essa ci offre la formula della soluzione scientifica del problema del giudaismo e non ci resta altro che tradurla in termini operativi.

«L’antisemitismo moderno riunisce dunque tutte le energie: l’energia dell’istinto, l’energia della coscienza, l’energia della scienza, della verità pienamente dimostrata -formando una enorme forza sociale, capace certamente di risolvere il più grande problema del tempo nostro, che è il problema ebraico.

«Con quali mezzi gli ebrei e i filoebrei si difendono da questa forza gigantesca, cercando di prolungare l’esistenza condannata del loroparassitismo? Abbiamo visto: con stereotipi, ingiurie e inezie.

«Giudeofagia volgare e feroce dei nostri antisemiti… ci espongono alla riprovazione del mondo civile… armi arrugginite, tolte dall’arsenale delle persecuzioni medioevali… Lo scatenamento nelle masse popolari degli istinti bestiali… tendenze asiatiche… follia… sadismo mentale…

Questi sono tutti gli argomenti -poiché altri non ne hanno- che essi oppongono al nostro antisemitismo credendo d’eliminarlo con delle idiozie. Invece in seno a tutte le nazioni, ribellatesi al parassitismo dell’ebreo nomade, ribollono le energie vendicatrici…


(A. C. Cuza,Apararea Natzionala, n. 16, 15 novembre 1922, anno I.)


 

Mauro Likar


MAURO LIKAR CORNELIUS ZALEA CODREANUSultima modifica: 2011-02-26T00:05:00+00:00da likar
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